Tutti d’accordo sul rilancio delle terme

Puntare sul turismo termale. E’ l’obiettivo che sta emergendo nel corso degli incontri che si stanno svolgendo a Santa Cesarea Terme nell’ambito di “Terme Aperte”, rassegna firmata Apt

“Privatizzazione delle Terme sì, ma con gradualità”. Sono state queste le parole chiave che hanno accompagnato ieri mattina la prima giornata di lavori di “Terme Aperte”, rassegna che si avvale del programma di accoglienza dell’AptCittà Aperte”, all’interno del quale figura “Salento nel Parco” progetto di valorizzazione del turismo ambientale legato al benessere che da ieri (30 agosto) al 6 settembre coinvolgerà tutti i parchi, le riserve e le aree protette salentine. Nella sala convegni “Albergo Palazzo” di Santa Cesarea Terme, oltre a ricordare il lungo lavoro svolto in 90 anni dalla Federterme nazionale, i relatori (tra cui figuravano Costanzo Jannotti Pecci, presidente nazionale Federterme Confindustria, Stefania Mandurino, commissaria dell’Apt di Lecce, Salvatore Serra, presidente di “Terme di Santa Cesarea”, Francesco Pacella, assessore al Turismo Provincia di Lecce, Francesca Sanna, dell’associazione Albergatori Operatori Turistici Santa Cesarea Terme, Giuseppe Bruno, imprenditore del benessere) hanno discusso sul tema “Termalismo opportunità per il territorio”, snocciolando dati, offrendo spunti di riflessione e allo stesso tempo di rilancio dell’intero comparto che nel Salento sembra essersi ritagliato negli ultimi anni un ruolo importante, e non più secondario, nelle decisioni di viaggio di turisti e vacanzieri. “L’obiettivo è valorizzare quello che c’è, dalle strutture esistenti al nuovo centro termale, e metterle in funzione; non possiamo permetterci di tenere inattive strutture costruite con fondi pubblici – ha detto Daniele Cretì, sindaco di Santa Cesarea, anch’egli favorevole all’ingresso dei privati nella gestione del settore termale – purché la si smetta di tergiversare e si evitino storture che andrebbero ad incidere sulle finalità collettive del bene inestimabile con cui il nostro territorio e l’intero Salento fanno i conti. Abbiamo dei punti cardine da cui non si può prescindere – ha proseguito Cretì -, un patrimonio comunale tra cui una struttura termale da anni in stato di abbandono; ormai è diventato inammissibile vedere ogni anno pullman che arrivano in città e scaricano le persone che vagano con un asciugamano bianco in spalla; occorre subito una sinergia Comune-Regione-Terme Spa e rilanciare gli immobili esistenti”. Anche Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia non è contraria all’ipotesi di privatizzazione “su cui bisogna puntare, ma prima questo tesoro termale invidiato da tutta Italia, deve essere legato a tutta una serie di servizi con le altre località le quali a loro volta posseggono un altro patrimonio culturale e che deve essere messo in rete. Per esempio – ha continuato Capone – serve adeguare al massimo le strutture esistenti e avviare un progetto di sviluppo che coinvolga tutti gli albergatori del territorio e dell’intera provincia. Ci deve essere un accordo con gli operatori non solo di Santa Cesarea, ma pure di Otranto, di Minervino. Questo per dire che le terme non sono solo l’orgoglio di Santa Cesarea ma di tutto il Salento”.

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