L'incubo delle strisce blu

Lungo le coste salentine sono state disegnate ovunque. Oltre al costo dell’ombrellone e della sdraio, le strisce blu sono il nuovo balzello per i turisti

Godersi un pò di relax in spiaggia? Neanche a dirlo se si viaggia in macchina. Le strisce “blu” infatti, incubo per gli automobilisti di città ormai hanno invaso anche le fasce costiere. Lungo le coste salentine ad esempio i parcheggi a pagamento ormai sono stati istituiti indiscriminatamente su entrambi i lati del lungomare senza lasciare spazio ad alcuna area di libera sosta e per questo in maniera illegittima in quanto come prescriverebbe il codice della strada non vi sarebbe equilibrio tra le strisce blu (i parcheggi a pagamento) e quelle bianche (dove il parcheggio è gratuito). Per non parlare di quelle località in cui i parcheggi sono stati creati sulle carreggiate, con intralcio e pericolo, peraltro, per la circolazione stradale con ciò violando palesemente ed ancora una volta il Codice della Strada che sul punto è chiarissimo: le zone destinate al parcheggio a pagamento devono essere obbligatoriamente ubicate al di fuori della carreggiata (Art.7 comma 6 del Codice della Strada). E’ chiaro che ancora una volta, dopo autovelox e photored selvaggi, i Comuni hanno trovato un nuovo balzello – le “strisce blu” selvagge – allo scopo di “far cassa” a scapito di cittadini e turisti con ciò mettendo da parte e mortificando il fine primario e la funzione delle aree a pagamento che è quello di ridurre l’uso dei mezzi a motore. Pertanto Giovanni D’Agata componente del dipartimento tematico Tutela del consumatore di Idv chiede ai comuni interessati di rispettare il codice della strada provvedendo al più presto alla corretta regolamentazione delle “strisce blu” lungo le fasce costiere onde consentire anche il parcheggio libero alle migliaia di turisti che affollano il Salento che troppo spesso tornano nelle proprie località d’origine con un verbale in mano che a volte diventa un triste ricordo del luogo di vacanza.

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