Giustizia per Peppino. Anche alla Notte della Taranta

Con un cartello che chiedeva verità e giustizia per Peppino Basile, don Stefano Rocca si è presentato nel backstage della Notte della Taranta. Per non dimenticare, nemmeno in un'occasione festosa, l'omicidio del politico ugentino

“Sono qui per mendicare. Ma non mendico per me stesso; lo faccio per l’intera comunità, in nome della quale chiedo che venga fatta luce sull’omicidio di Peppino Basile, avvenuto più di un anno fa”. Con queste parole don Stefano Rocca, parroco di Ugento, ha preso parte alla Notte della Taranta lo scorso sabato, a Melpignano. Non sul palco, dove è andata di scena la musica, salentina e non, del cuore, della tradizione. Ma nel backstage, nella cosiddetta “area vip”. Perché erano loro che voleva incontrare, i vip, quelli che contano, i politici ed i rappresentanti delle istituzioni. Coloro che hanno il dovere morale, ancor più dei cittadini, di mantenere viva l’attenzione sull’omicidio di Peppino Basile. Melpignano. Don Stefano Rocca con Eugenio Finardi Presente alla Notte della Taranta con un messaggio ben preciso, che era impossibile non cogliere, impresso su un cartello che si è portato dietro per l’intera serata. “Verità e giustizia per Peppino Basile. Noi non ci arrendiamo. Ancora crediamo”. Questo c’era scritto. Melpignano. Don Stefano Rocca con Simone Cristicchi Tutti l’hanno letto; i pochi che non conoscevano i fatti, hanno chiesto di saperne di più. E così anche un evento fatto di spensieratezza è stato occasione di riflessione e di denuncia. “Nichi Vendola (il presidente della Regione Puglia, ndr) – ha raccontato don Stefano – è stato il più disponibile di tutti a parlare, nuovamente, dell’omicidio Basile. Appena mi ha visto, mi ha riconosciuto e mi ha detto di condividere le mie battaglie e che non abbandonerà mai la comunità ugentina nella ricerca di verità facendo il possibile per giungere alla soluzione del giallo”.

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