Un resoconto incognito

Grande successo per il concerto che gli Incognito hanno tenuto giovedi al Mavù

Ha fatto tappa anche al Mavù di Locorotondo il concerto degli Incognito, band che da venticinque anni offre musica di qualità a milioni di fan sparsi in tutto il mondo. Intensità emotiva, pubblico numeroso e grande energia hanno reso il concerto di giovedì scorso davvero memorabile. La storica band nata nel Regno Unito, una vera e propria multinazionale del sound, è in pista da trent'anni. Un compleanno importante nel mondo della musica, che il gruppo festeggerà adeguatamente il 22 agosto prossimo all'Indig02 di Londra (sorella minore della famosa Arena, in cui avrebbe dovuto esibirsi Michael Jackson) con un grande concerto ed ospiti di prestigio. Il gruppo ha avuto in tutti questi anni di carriera una line up assai mutevole, ma al suo timone è sempre saldamente restato Jean-Paul Maunick (ma conosciuto da tutti col soprannome di Bluey) che ha guidato la band tra generi musicali diversi, ma restando sempre rigorosamente all'interno dei limiti della grande famiglia della musica nera, con piccoli aggiustamenti ai tempi e agli stili. Così, mai come nel loro caso, definizioni precise – Jazz, Acid Jazz, Funk, Soul – stanno davvero strettissime. E lo si capisce appena partono le prime note, che fanno subito ondeggiare i presenti che, forse un po' intimiditi, restano (faticosamente) seduti al proprio posto. Finché, dopo una mezz’ora di sound “che non può far restare fermi”, gli artisti non ce la fanno più a vedere la platea seduta, non si accontentano più di lanciare i battimani a tempo ed invitano i presenti ad alzarsi e a fare lo spettacolo insieme a loro, ballando e cantando. Il pubblico non aspetta altro, li asseconda e la serata diventa una vera festa danzante. La formazione del gruppo è ampia, come sempre in queste bande, con un trio di fiati – tromba, trombone e sax, che s'innestano, insieme alle tastiere, su una base ritmica determinante, con una nota di merito particolare per il bassista Francis Hylton. Si alternano alla voce solista due soliste, piene di verve e di simpatia, quali la giamaicana Joy Rose e Vanessa Haynes di Trinidad e Tobago e l'ispirato Tony Momrelle. Il concerto scorre sciolto, pieno di groove e di suoni coloratissimi e danzerecci, con una scaletta che dà largo spazio ai successi più conosciuti (e applauditi), quali Always there, Deep Waters e Still a a friend of mine e la cover dell'arcinota Don't You Worry 'Bout A Thing di Stevie Wonder, finché parte la voce di Bob Marley che canta One love, One Heart col coro di tutti i presenti, band e spettatori. La sintesi migliore di una riuscita serata, che ha visto il Mavù affollato di spettatori soddisfatti. L’organizzazione dell’evento è stata curata dall’Agenzia di comunicazione COGNITA, in collaborazione con il Tacco di Bacco.

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