Crisi idrica. Diso, Botrugno, Spongano, Nociglia

Il sindaco di Nociglia spiega gli interventi sulla rete

Caldo africano fino a venerdì e interi paesi col rubinetto che gocciola a stenti. L'emergenza si fa nuovamente sentire come lo scorso anno, soprattutto nelle località di mare e in particolare nell'hinterland orientale salentino nei comuni di Diso, Marittima, Botrugno, Nociglia, Spongano, dove l'Acquedotto pugliese da qualche giorno è costretto a fare gli straordinari per tappare i buchi. L'allarme è stato lanciato dal sindaco di Diso Fernando Antonio Minonne, il quale per primo ha posto la questione rispedendo all'Aqp le critiche provenienti da tantissimi residenti e turisti. Oggi, invece il primo cittadino di Nociglia, Giuseppe Fracasso, spiega come si sia riusciti in poco tempo a superare le falle della rete idrica del suo paese e quali sono le strade da percorrere per uscire da una crisi che puntualmente ad ogni stagione estiva torna alla ribalta. “Le cause che si trovano a monte di questa emergenza possono essere individuate nella presenza di tubature obsolete che comportano considerevoli perdite d’acqua, o nella riduzione della pressione all’interno delle tubature per questioni relative alla pendenza dei terreni-spiega il sindaco Fracasso- A Nociglia, preso atto del fenomeno, abbiamo da subito cercato di individuare i motivi che erano alla base del problema, comprendendo l’inutilità di soluzioni temporanee. Era importante più che altro giungere, senza abusare della pazienza dei cittadini, ad una soluzione duratura in modo da garantire ai cittadini una normale distribuzione di acqua potabile. Sono stati quindi effettuati degli interventi nel territorio nocigliese con spese a totale carico del bistrattato Acquedotto Pugliese, e di ciò devo ringraziare il dirigente dottor Giuseppe Valentini per la disponibilità ed i tecnici e gli operatori sempre pazienti ed efficaci ad ogni mia richiesta di intervento, insieme ai quali abbiamo provveduto a sostituire una vecchia e lunga conduttura che porta l’acqua da San Cassiano a Nociglia; sono state impiantate poi, nelle vicinanze della strada provinciale per Poggiardo, delle pompe di spinta che garantiscono il mantenimento della pressione necessaria alla fornitura di acqua per l’intero territorio comunale. E naturalmente il raggiungimento di una soluzione prolungata ha comportato lavori di maggior durata temporale, ne sono prova le lunghe giornate della scorsa estate in cui l’erogazione di acqua è stata frazionata durante il corso della giornata. A quel punto ci siamo detti: “forse disposizioni temporanee sarebbero state messe in atto più velocemente ma sicuramente non avrebbero portato ai risultati che oggi possiamo dire raggiunti”. “In generale – continua Giuseppe Fracasso – vorrei dire che è diventato più che mai necessario uscire dalla logica comunale per iniziare a parlare di territorio. L’emergenza idrica può diventare causa scatenante di altre emergenze che potrebbero intaccare ad esempio il settore turistico o quello ambientale, ambiti di sviluppo fondamentali per la nostra terra. Se si lavora di concerto si può giungere a risultati più soddisfacenti. In particolare poi mi rivolgo ai cittadini del mio Comune ringraziandoli per l’enorme pazienza con cui hanno affrontato questa emergenza, e penso che il campanilismo non abbia mai condotto a grandi risultati e che sia più importante sviluppare una logica di maggior apertura verso le altre realtà comunali che condividono con noi gli stessi problemi. L’emergenza idrica può essere un punto di partenza per lo sviluppo di questa logica, così come può esserlo l’emergenza rifiuti. L’acqua è un bene comune sia ai cittadini di uno stesso paese sia ai cittadini di paesi diversi”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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