Cittadella della Ricerca. Senza telefono e senza internet

Mesagne. Tagliati, senza spiegazione, i mezzi di comunicazione tra docenti e studenti. Spedicato: ‘Ci impediscono di lavorare per bene’

MESAGNE – Il danno è per tutti. Non solo per i docenti, 14, ma anche per gli studenti, più o meno 800. E per un intero “sistema universitario” che non si muove o è costretto ad avanzare lentamente. Da due mesi i 14 docenti dei corsi di studio in Servizio Sociale dell’Università del Salento, ospitati presso la Cittadella della Ricerca di Mesagne, non hanno telefono né connessione ad internet. Il che significa non poter svolgere il proprio lavoro come si vorrebbe. Il disagio è segnalato dal presidente dei corsi di studio, Luigi Spedicato, che precisa che si tratta ormai, più che di una denuncia, di una “comunicazione rassegnata”. “Dopo due mesi di appelli lanciati al vento, mi arrendo. Installerò nel mio studio – ironizza – un telegrafo ad asta e imporrò ai miei studenti ed ai miei colleghi un brusco ritorno al passato”. “Mentre società civile ed istituzioni locali brindisine discutono appassionatamente su come sviluppare il Polo universitario locale – dice Spedicato -, alla Cittadella della Ricerca la società dell’informazione e della comunicazione, nella quale tutti noi pensavamo di vivere, semplicemente stacca la spina”. Le ragioni del disservizio, aggiunge il docente, sono oscure. Nonostante le continue richieste di chiarimento avanzate alla segreteria di facoltà. La risposta sarebbe stata: “Non possiamo garantire il servizio”. E niente di più. Il nodo da sciogliere starebbe nella convenzione tra l’Università del Salento e la Cittadella, che ha di recente cambiato amministratore, nominato dal presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese. “Con il quale – aggiunge il professore – non abbiamo mai avuto l’onore di parlare”. “Le mie proteste, verbali e per iscritto – aggiunge -, sono rimbalzate su un muro di burocratica gomma. E per poter continuare a fare quello che è inevitabile fare nel lavoro mio e dei miei sfortunati colleghi (telefonare, inviare e rispondere ad email, aggiornare la propria pagina sul sito di Ateneo con gli orari delle lezioni e le date degli esami, e così via) io sono stato costretto ad informare i miei studenti e laureandi che da giugno non farò più ricevimento a Mesagne, ma nella sede di Lecce del mio dipartimento, che continua ad assicurarmi i servizi essenziali di contatto col resto del mondo. Mi rendo conto che questo costituisce per loro un inconveniente non da poco, e me ne scuso: ma l’alternativa è che anche studenti e laureandi comincino a comunicare con me con i segnali di fumo, i piccioni viaggiatori o il telegrafo ad asta. Strumenti tipici della modernità, com’è noto”. Non poter usufruire di connessione internet, per i docenti significa non poter pubblicare avvisi rivolti agli studenti, non poter informare su date ed orari di esami, non poter inserire dispense ed altro materiale didattico come è ormai consuetudine fare. Per gli studenti significa non potersi informare in tempo utile ed essere costretti a spostarsi fino a Lecce per incontrare i docenti ed ottenere le notizie richieste.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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