Tra Barba e i tifosi è rottura

Un fine settimana ancora tra le polemiche a Gallipoli. Una frangia di ultras rompe col patron. La società rappresentata da Pasquale Bacco rinnova la proposta di rilevare il pacchetto

Vincenzo Barba aveva replicato in maniera soft, con toni ironici sebbene provocatori al primo intervento degli ultras che avevano fatto “i conti in tasca” alla società. Ora il tono è decisamente più duro: “Quand’anche la riconoscenza e la memoria non siano di questo mondo, non possiamo esimerci dall’esprimere rammarico, amarezza, mortificazione e delusione per la sceneggiata esibizionistica di una sparutissima minoranza di ultrà gallipolini” esordisce Barba. Entra poi nel dettaglio: “Nella serata di ieri, in perfetta sintonia con gli impegni assunti per le vie informali, ci eravamo recati da un notaio della città con intenzioni benevole e proficue, tese a consegnare ai tifosi tutti, a titolo gratuito, la gestione del sodalizio sportivo. Ma tanta nostra buona volontà è stata contraccambiata, da parte di alcuni di essi, con un’approssimazione organizzativa che ha dapprima sfiorato e poi toccato ripetutamente il ridicolo e la farsa. A rappresentare, in pura teoria, gli ultrà, si è presentata una sola persona, senza delega ufficiale, senza capacità di interrelazionarsi, senza alcuna competenza tecnica e senza un briciolo di cultura finanziaria e amministrativa. E’ apparso subito ovvio che questa persona non solo non poteva essere credibile rappresentante di alcunché, ma, cosa ancora più grave, non poteva dirsi delegato ufficiale di alcuno. Tanto è vero che, per l’intera serata di ieri, abbiamo ricevuto vari sms e tante attestazioni di stima e affettuosità da parte di altri gruppi organizzati del tifo gallipolino che si dissociavano da quelli che avevamo trovato ad attenderci sotto lo studio notarile criticando, da un lato, la loro progettualità e il loro modus comportandi e invitandoci, dall’altro, a non consegnare assolutamente loro quella che, testualmente, hanno definito una perla di gestione manageriale”. E prosegue: “E’ evidente che, quando con onestà, rettitudine e trasparenza abbiamo affermato di voler dare gratuitamente la gestione del club ai tifosi, ci riferivamo al tifo imprenditoriale, al tifo serio, al tifo professionale, al tifo manageriale, al tifo dotato di una minima competenza finanziaria ed economica e non ad un’accozzaglia disorganizzata di persone brave soltanto ad offendere nella protesta, ma inconsistenti ed inesistenti nella proposta, quindi pronte solo a distruggere. Il calcio è una cosa seria e la gestione di una squadra si deve poggiare su basi solide. Del resto mi ero già accorto dell’inconsistenza organizzativa di quella stessa frangia di ultrà che ieri sbraitavano e contestavano, cancellando in un sol colpo anni di sacrifici e di traguardi che hanno fatto entrare il Gallipoli nella storia del calcio. Me ne ero accorto quando pomposamente organizzarono, solo qualche giorno addietro, una riunione in cui annunciavano che avrebbero trovato, loro sì! forze economiche e sociali in grado di sostenere e supportare la gestione economico-finanziaria della squadra in Serie B, salvo poi renderci conto che di imprenditori e manager, in quella loro riunione, non se ne vide nemmeno l’ombra. La managerialità si acquista con l’esperienza. La capacità economica si acquista con il lavoro, L’amore si dimostra solo e soltanto se si ha un cuore che sa battere e sa pulsare. Di tutto ciò quella minuta frangia di ultrà non ha nemmeno la consapevolezza dell’esistenza e, per quanto mi riguarda, le loro offese e le loro volgarità sono ormai diventate uno scoglio insuperabile e indelebile nel tempo. Ciò detto, siamo a comunicare ad alta voce che, azzerata assolutamente ogni trattativa con questi sedicenti tifosi, abbiamo ripreso i contatti con le cordate che avevamo messo in stand-by proprio per dare credito a quei personaggi che, tanto bravi ad esibirsi, si sono dimostrati tanto scarsi nella dura arte del fare. Sono ancora fosche le nubi che si addensano sul Gallipoli, ma continuo a non perdere la speranza che altri vorranno e sapranno farsi avanti per dimostrare, per l’immediato futuro, capacità gestionali pari se non superiori alle nostre, continuando a dare un’eccellente immagine della nostra città in Italia, in Europa e nel mondo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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