Se potesssi mangiare un'idea

Gioele Dix rilegge Gaber. Dopo il successo del concerto di Cesare Picco e del jazz, Otranto Jazz Festival il 12 agosto si sposta a Lecce

Dopo il successo del concerto di Cesare Picco e del jazz nei fossati del castello, Otranto Jazz Festival si sposta a Lecce, il 12 agosto, dove presso l’anfiteatro romano Gioele Dix porterà in scena un’intrigante rilettura di Giorgio Gaber dal titolo “Se potessi mangiare un’idea”. Il costo dei biglietti è di 20,00 euro (platea) e 15, 00 euro (gradinate). L’evento conclusivo di OJF si inserisce nella rassegna Mediterranea Estate 2009 del Comune di Lecce. Fra i tanti uomini di spettacolo che all’indomani della scomparsa di Giorgio Gaber hanno voluto cimentarsi nell’interpretarne l’opera, in varie occasioni, Gioele Dix è sicuramente fra coloro che a pieno titolo possono divulgare il grande messaggio dell’Artista, per il rigore, per l’affinità e per la fedeltà sempre dimostrata. Se potessi mangiare un’idea, nato come tributo alla prestigiosa rassegna di Milano per Gaber, è andato in scena all’ Università Statale di Milano, in un’ Aula Magna gremita all’inverosimile, ottenendo un successo senza precedenti. A seguito di tale riscontro e per una serie di sollecitazioni, lo spettacolo interpretato, drammatizzato e diretto da Gioele Dix, è ora prodotto dalla Fondazione Giorgio Gaber che lo ripropone a festival e rassegne teatrali e musicali estive. In Se potessi mangiare un’idea,Gioele Dix racconta e canta Giorgio Gaber ripercorrendo alcune delle tappe più significative del percorso musicale e teatrale dell’Artista. La scelta dei brani spazia liberamente nel vastissimo e prezioso repertorio gaberiano, raccogliendo perle dalle travolgenti folgorazioni di “Dialogo fra un impegnato e un non so” e “Anche per oggi non si vola”, dai tempi delle benefiche provocazioni di “Un’idiozia conquistata a fatica”, per finire ai lucidi e dolenti ripensamenti di “La mia generazione ha perso”. Canzoni come “Il corpo stupido”, “Il potere dei più buoni”, “Un’idea”, “Ora che non son più innamorato”, “Qualcuno era comunista”, monologhi come “Il minestrone”, “Dove l’ho messa”, “L’incontro”, in una selezione guidata dal gusto di un suo appassionato ammiratore testimonia una riconoscenza artistica e professionale che il tempo non affievolisce. Gioele Dix propone dunque il suo originale sguardo sul mondo di Giorgio Gaber, grazie alla complicità e agli arrangiamenti di due eccellenti musicisti, Silvano Belfiore alle tastiere e Savino Cesario alle chitarre, lo adatta alle proprie corde interpretative.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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