Querce al posto delle pale eoliche

Il Tar boccia il progetto di un impianto eolico a Giuggianello. Le associazioni ambientaliste festeggiano

Insieme ad Italia Nostra, a festeggiare l’accoglimento del ricorso proposto al Tar di Lecce contro il mega impianto eolico di Giuggianello, sono pure l’associazione “La Rinascita del Salento” di Oreste Caroppo, e Nicolino Sticchi presidente uscente della commissione Ambiente della Provincia di Lecce. Soddisfazione viene espressa da Caroppo, fautore della manifestazione del 25 gennaio scorso, intitolata “Un Fiore per non dire addio alla Collina”, con la quale ha acceso i riflettori su quanto stava silenziosamente per avvenire ai danni di uno dei luoghi più importanti della storia antica, del paesaggio e dell’identità salentina: “Attraverso i nostri sforzi, nelle parole solennemente pronunciate dal giudice del Tribunale Amministrativo di Lecce – dice Oreste Caroppo – una terra intera, quella salentina, ha ritrovato il giusto trionfo della sua millenaria identità. Il Salento tutto e le sue genti hanno riottenuto quel doveroso rispetto, che da una politica di pochi ingrati, attenti solo ad arricchirsi pur a danno di tutto ciò che li circonda, era stato arrogantemente calpestato e disatteso. Sul Colle – continua Caroppo -, noi de “La Rinascita” pianteremo simbolicamente tanti alberi di Quercia, di specie quercine pugliesi, quante pale eoliche d'acciaio erano state lì previste a vile stupro e devastazione dei luoghi. Sarà questo un modo simbolico per evidenziare il messaggio che, dal Colle, quanto accaduto ci comunica: il contributo che la terra salentina vuole dare alla salvezza del pianeta, deve venire dal rispetto della sua natura e del suo ambiente, delle sue forme di vita; in primis dai rimboschimenti con le antiche specie autoctone e quindi da un uso saggio delle forme di energia alternativa, che non devono alterare il paesaggio, come queste mega-pale irrimediabilmente fanno, in un territorio dove il paesaggio è anche prospera economia turistica, né devono sottrarre o danneggiare terreni agricoli, prati o paludi o terreni rocciosi di pascolo del bestiame, come sta accadendo con gli estesi impianti fotovoltaici autorizzati al suolo, che comportano una vera e propria desertificazione indotta artificiale”. Sulla stessa linea Nicolino Sticchi protagonista anch’egli nell’opposizione al mega impianto eolico, il quale ora spera che la sentenza sia da “monito per la nuova amministrazione provinciale guidata da Antonio Gabellone, affinché si evitino forzature paesaggistiche e ambientali nelle concessioni e nei vari via libera degli enti competenti”.

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