Mediazione familiare. Lisi propone

Ugo Lisi ne stabilisce le norme in una proposta di legge

La mediazione familiare, nata e sviluppatasi negli anni ’80 negli Stati Uniti d’America e introdotta in Europa a partire dagli anni ’90, negli ultimi anni è diventata prassi usuale anche nel nostro Paese. La materia, attualmente normata a livello nazionale solo da riferimento contenuto nell’articolo 155-sexies del Codice Civile, necessita di una regolamentazione che tenga conto anche del parere degli esperti e dell’esperienza maturata nelle aule giudiziarie. Uno degli elementi sui quali si è andata delineando una vasta concordanza è quello della necessità di rendere obbligatoria l’informativa sulla mediazione familiare da parte di un mediatore. Ugo Lisi con il collega Pezzotta ha dato vita ad una proposta di legge, strutturata in cinque articoli, che stabilisce alcune norme chiare in materia di mediazione familiare. L’articolo 1 presenta una nuova definizione del concetto di mediazione familiare che la distingue nettamente dalla mera conciliazione. L’articolo 2 disciplina un aspetto fondamentale per il buon esito del percorso mediativo, prevedendo l’assoluta riservatezza del percorso di mediazione familiare. Il terzo articolo affronta il problema delle professionalità dei mediatori familiari, stabilendo specifici requisiti per l’esercizio dell’attività. Con l’articolo 4, che introduce l’art. 708-bis del Codice di Procedura Civile, viene regolamentata la procedura che rende obbligatorio, ai fini della prosecuzione del processo, l’invito alle parti interessate a ricorrere alla mediazione familiare. L’ultimo articolo, infine, opera due interventi sul citato articolo 155-sexies del Codice Civile: in particolare si definisce, in maniera più puntuale, l’obbligo, per il giudice, di tenere conto dell’opinione dei figli minori e fissa specifiche modalità operative e logistiche per la loro audizione e si abroga il secondo coma che prevede che il giudice possa invitare le parti a sperimentare un percorso di mediazione familiare.

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