Idv. No ad aumento tasse universitarie

I giovani Idv esprimono forte perplessità in merito all'aumento della tassazione studentesca, approvato dall'ultima seduta del Senato Accademico dell’Università del Salento

Con l'adozione dell'aumento della tassazione studentesca, approvato dall'ultima seduta del Senato Accademico dell’Università del Salento, si verranno a penalizzare economicamente gli studenti fuoricorso, i quali troppo spesso pagano colpe non proprie, attribuibili anche a scellerate riforme del sistema universitario ed a una pessima applicazione delle stesse. Il governo taglia i fondi al sistema universitario italiano, le istituzioni locali latitano e le casse del nostro Ateneo piangono, anche a causa di una pessima gestione economica, passata e futura, delle risorse finanziarie disponibili. In tutto questo quadro poco incoraggiante, a farne le spese sono principalmente gli studenti e le proprie famiglie, che con le proprie tasche devono contribuire a foraggiare un apparato più adatto ad essere un sicuro ricettacolo di baronie e centri di potere, anziché rappresentare il fulcro scientifico-culturale del nostro territorio, dove si possa fare della ricerca di eccellenza e dove la didattica possa essere realmente formativa e professionalizzante e non un semplice lasciapassare all'inutile pezzo di carta. Si interroghino il Rettore, i Presidi ed i Docenti sul perchè dei tanti abbandoni, sul numero degli studenti fuoricorso e sulla condizione lavorativa di quanti hanno conseguito la laurea presso l'Ateneo salentino. Paradossale appare inoltre il rapporto tra enti locali ed Università, se la normalità sarebbe infatti un sostegno dei primi verso la seconda, nel nostro caso invece spesso accade il contrario, con i costi di questi interventi che in buona parte ricadono come sempre sulle finanze degli studenti. “Dal comportamento dei nostri amministratori – commenta il portavoce del dipartimento giovanile di Lecce di Idv- si evince una forte miopia nello scorgere l'importanza che potrebbe ricoprire un Ateneo di qualità in un territorio come il nostro. Ed invece gli studenti che scelgono di studiare nella nostra città non godono della seppur minima considerazione da parte delle istituzioni locali, pur rappresentando un indotto economico di prima grandezza per Lecce ed i comuni limitrofi”. L'unica speranza in tutto ciò appare essere rappresentata dagli studenti stessi, lasciati soli al loro destino, senza più maestri da seguire, senza più fiducia nella politica attuale; ma ancora con la possibilità di dire no, di ribellarsi a chi impone loro scelte palesemente errate, di cercare di porre le basi per un futuro migliore. Emblematica in quest'ottica appare la presa di posizione dei 7 rappresentanti degli studenti in Senato Accademico, che a fronte di una scarsa attenzione alle problematiche di un eventuale aumento delle tasse, in un clima di generale derisione, hanno preferito abbandonare la seduta dopo aver dato il proprio voto contrario. La vessazione dei fuoricorso, come prevedibile, è stata approvata da tutti gli altri componenti del Senato, fatta salva una manciata di astensioni. Ma come ci insegnano i padri della democrazia e come suggerisce il buonsenso, le decisioni andrebbero prese tenendo conto delle esigenze di tutte le componenti coinvolte, e non utilizzando la forza della maggioranza per schiacciare la parte più debole in una frettolosa votazione senza il minimo confronto dialettico. “Si auspica quindi che in futuro- si legge nella nota conclusiva- possa esserci una sempre maggiore partecipazione diretta dei giovani alle problematiche che li interessano, per dire fermamente “adesso basta!” a situazioni che da troppo tempo ci penalizzano, e per far ascoltare a chi ci governa le nostre proposte”.

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