Rifiuti. De Masi risponde a Schirinzi

Ivan De Masi, sindaco di Casarano, risponde a Leda Schirinzi, ex consigliera comunale, dirigente dell'Ufficio igiene della città, che aveva dichiarato che l'emergenza rifiuti a Casarano non è rientrata

Sull’emergenza rifiuti a Casarano sale il livello di controversia tra le forze politiche. Il sindaco, Ivan De Masi, risponde duramente all’ex consigliere comunale Leda Schirinzi che aveva accusato Palazzo dei Domenicani di fare solo propaganda sulla vicenda. “La dottoressa Schirinzi dimostra di non conoscere la catena di responsabilità e di competenze che agisce a monte e al di sopra di un sindaco, dalla Regione, alla Provincia, all’Ato – si legge nella nota – non è De Masi che chiude Ugento-Burgesi, provocando il rischio di collasso del sistema. Se la dottoressa si fosse documentata meglio, ma sarebbe bastato che si facesse una passeggiata in città oggi, 15 luglio, avrebbe visto che Casarano é pulita e dignitosa”. Nella lunga nota, il primo cittadino elenca i passaggi amministrativi che ha compiuto, a partire dal 3 luglio, per affrontare il problema, sfruttando i poteri straordinari affidati dalla legge al sindaco, in particolare l’ordinanza che ha obbligato il soggetto gestore del servizio di igiene urbana “di provvedere, sino al superamento dell’attuale emergenza, a posizionare provvisoriamente i rifiuti in appositi containers a tenuta stagna nell’area di proprietà comunale individuata e unica disponibile, peraltro interdetta al traffico e distante dal centro abitato, dopo aver reso impermeabile il suolo di insistenza, adottando la migliore tecnologia disponibile. La mia ordinanza – prosegue De Masi – ha cessato i suoi effetti martedì 7 luglio alle ore 20.44 nello stesso istante in cui è stata notificata la nuova ordinanza commissariale n. 70 del 7/7/09, con la quale il Presidente Vendola ha ordinato di poter utilizzare anche il sito di Melpignano per la trasferenza dei Rsu dell’Ato Lecce3 presso l’impianto di Conversano. In sostanza – prosegue il sindaco – l’ordinanza sindacale ha avuto la durata di pochissimi giorni e grazie ad essa si è reso possibile effettuare le necessarie operazioni di pulizia della città, evitando di avere cumuli di rifiuti per le strade e per le campagne di Casarano, in attesa di avere nuove disposizioni commissariali, peraltro poste in essere e trasmesse il giorno dopo l’avvio dei servizi. Il nostro, e lo dico con orgoglio, è l’unico paese dell’Ato Lecce3 a non aver sofferto in modo drammatico l’emergenza rifiuti in quei giorni difficili, infatti proprio grazie alla mia ordinanza nessuna strada della città presentava il desolante spettacolo dei rifiuti accumulati per strada”. Infine, la stoccata finale alla Schirinzi. “Sbandierare senza alcun motivo concreto l’emergenza rifiuti, e paventarla come se fosse alle porte – conclude De Masi – è un’operazione che rasenta perfino il codice penale: dette da un dirigente dell’Ufficio di Igiene, infatti, tali gravi accuse generiche potrebbero configurare un allarme atto a turbare l’ordine pubblico”. In allegato il testo integrale della risposta di De Masi a Schirinzi e l'rdinanza con cui Vendola dispone il trasporto dei rifiuti a Melpignano. 15 luglio 2009 Rifiuti? Schirinzi: “Sempre peggio” “La situazioni rifiuti a Casarano non solo non è stata risolta, ma è addirittura peggiorata”. L’ex consigliere comunale Leda Schirinzi interviene sul grave problema della spazzatura per strada e senza nominarlo attacca il neo sindaco, Ivan De Masi, accusandolo di fare propaganda. L’esponente politico, che è anche dirigente dell’Ufficio Igiene della città, comunica a “tutti i cittadini la gravissima situazione igienico sanitaria che si è venuta creare in merito alla presenza ormai quotidiana dei rifiuti nelle strade della nostra città. Non corrisponde assolutamente a verità che il Comune di Casarano ha risolto il problema, anzi la situazione odierna è addirittura peggiorata e le previsioni sono pessime. La discarica messa a disposizione dal Comune di Melpignano funziona a singhiozzo, Conversano non ha ancora ufficializzato il conferimento nella propria discarica, pertanto – afferma la Schirinzi – la dichiarazione del Comune di Casarano nei giorni scorsi circa una regolarizzazione della raccolta e smaltimento ha il sapore della mera pubblicità se non proprio della beffa, poiché l'ordinanza, in extremis adottata, di una discarica provvisoria in zona industriale – osserva la dirigente Asl – ha solo tamponato e nel contempo complicato la vera soluzione del problema. Questo per amore della verità – conclude la Schirinzi – pertanto invito i cittadini ad informarsi e alla stampa di informare più correttamente la cittadinanza e alle Istituzioni di adoperarsi prontamente alla soluzione del problema, considerando la stagione estiva e quindi il rischio per la salute pubblica”. L’emergenza rifiuti è stato il primo vero banco di prova per il neo sindaco (ancora senza una giunta per il perdurare dei lavori dell’Ufficio centrale), tamponata da un’ordinanza che tra le altre cose ha individuato nella zona industriale un’area dove allocare i rifiuti raccolti dalle strade cittadine, in attesa che si sblocchi la situazione circa le discariche. 6 luglio 2009 Burgesi. Ivan De Masi firma un'ordinanza Individuata, nella zona industriale, una discarica temporanea per fronteggiare l’emergenza rifiuti in seguito alla chiusura di “Burgesi”. Il sindaco, Ivan De Masi, ha firmato ieri un’ordinanza che risolve momentaneamente questo problema in attesa delle decisioni dell’Ato Lecce 3. Si è trattato del primo provvedimento firmato dal neo eletto sindaco, nonché il suo primo importante banco di prova. La chiusura della discarica di Ugento, a partire dal 30 giugno scorso, e la concomitante assenza di un luogo in cui depositare i rifiuti avevano causato l’accumulo degli stessi nei cassonetti e lungo le strade. Il problema ha coinvolto tutti i comuni dell’Ato Lecce 3, anche se a Casarano la situazione non aveva ancora raggiunto il livello drammatico di altre realtà. I cumuli di rifiuti abbandonati per strada, tuttavia, rappresentano un evidente rischio igienico sanitario ed un concreto pericolo per la salute pubblica. Da qui la necessità, come si legge nell’ordinanza, di «adottare le misure indifferibili e urgenti per far fronte alla situazione di emergenza venutasi a determinare e scongiurare il pericolo di incendi dei rifiuti solidi depositati in maniera incontrollata, l’inquinamento atmosferico e ogni rischio verso la pubblica e privata incolumità». Si è trattato di un’emergenza non fronteggiabile con gli strumenti ordinari ed è proprio per questo che il primo cittadino è dovuto intervenire con misure straordinarie, adottando un provvedimento temporaneo, valido sino al superamento della fase critica. L’ordinanza prevede che la “Geotec”, l’azienda che svolge il servizio di nettezza urbana, depositi i rifiuti raccolti sul territorio comunale in un sito di proprietà dello stesso Comune individuato nei pressi della Zona Industriale. La ditta, inoltre, dovrà «rendere impermeabile il suolo – si legge ancora nell’ordinanza – adottando la migliore tecnologia e i migliori materiali disponibili sul mercato per evitare ogni possibile percolazione dei rifiuti provvisoriamente posizionati». La “Geotec” dovrà farsi carico, infine, della collocazione dei rifiuti in appositi contenitori a tenuta stagna e della pulizia dell’area interessata. L’ordinanza ha validità sino al 10 luglio e comunque fino all’individuazione da parte dell’autorità competente del soggetto responsabile del trasporto dei rifiuti nel sito di smaltimento di Conversano. «Il primo grande problema che ho dovuto affrontare – commenta il primo cittadino – è stato risolto dopo una lunga maratona di 36 ore di lavoro quasi continuativo. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione della “Geotec” ed all’impegno degli Uffici comunali». 4 luglio 2009Burgesi apre. Ma è ancora emergenza Burgesi ha riaperto i cancelli, ma lo stato di emergenza continua. Si è, infatti, consentito il trasferimento solo di una parte dei rifiuti, circa 180 tonnellate. L'intesa con la Monteco sulla tariffa da applicare per garantire la cosiddetta piattaforma di trasferenza, è, infatti, ancora molto lontana. La richiesta della ditta è sempre di 35,84 euro più Iva a tonnellata. Costi troppo elevati. Per ora nello sgombro della spazzaura sono stati privilegiati, sembra, i comuni in cui la Monteco cura il servizio di Nettezza Urbana e i comuni della riviera, per i restanti comuni i compattatori sarebbero ancora pieni. La Monteco ha già fatto sapere di poter gestire solo 150 tonnellate delle 300 complessive, andrebbe di conseguenza individuata una seconda piattaforma. Potrebbero rientrare in quest'ottica: la piattaforma della Gialplast, nella zona industriale di Taviano, quella della Cogeam, sempre ad Ugento e quella presente a Melpignano. L'ultima parola a Regione e Provincia. 3 luglio 2009 E la Monteco dice no. Emergenza in 24 paesi L'immondizia rimane nei comuni. Ed oggi è già il terzo giorno. Ieri mattina una diffida alla Monteco da parte dell'Ato Le3, ma tutto ancora tace. E la spazzatura fa bella mostra per strada, sotto gli occhi inorriditi dei turisti che decidono di trascorrere l'estate nel bel Salento. Ma quali i motivi del secco e deciso no della Monteco? L'attivazione della piattaforma per l'attività di trasferimento dei rifiuti dai compattatori non s'ha da fare perchè: -esiste una sostanziale differenza tra la tariffa richiesta per tale servizio dalla Monteco e quello determinato dall'Ato Lecce 3 (una cifra più bassa di circa 18 euro) -consistente l'intera mole dei rifiuti. Troppo. Intanto è il caos per ben 24 comuni. 2 luglio 2009 Vito Rizzo su Burgesi: “Non ancora una vittoria” Il portavoce Vito Rizzo apprende con stupore e indignazione che l’emergenza rifiuti nell’ato Le3, è gestita dal privato (leggi MONTECO s.r.l.) e non dalle Istituzioni preposte. “Come è possibile – si chiede- che per la MONTECO s.r.l. fino a che si è trattato di conferire rifiuti tal quale in discarica andava tutto bene; poi dal giorno che la discarica chiude la MONTECO s.r.l., scopre di avere dei crediti nei confronti di alcuni Comuni, che tecnicamente non è possibile impiantare la piattaforma di trasferenza nell’arco di una giornata e per ultimo (speriamo) che il prezzo di tasferimento è basso. Tutto sa solo di incredibile, poichè è dal 07.01.2009 che si sapeva che sarebbe arrivato il 30.06.2009”. Ed ancora sull'affare Burgesi: “Può un privato provocare un disastro igienico sanitario per 24 comuni e nessuno può fare qualcosa? E’ possibile che il Sindaco di Ugento non abbia poteri per sventare un disastro igienico sanitario? E’ Possibile che il Prefetto non può obbligare l’apertura della piattaforma di trasferenza all’interno della discarica per sventare un disastro igienico sanitario?” Ci tiene poi a precisare Vito Rizzo: “La discarica Burgesi è pubblica in concessione ad un privato e nel momento che cessa la sua attività dovrebbe cessare la titolarità della stessa (tranne per gli obblighi relativi alla sua definitiva “tombazione”), pertanto non ci spieghiamo due giorni di “trattative” da parte delle istituzioni con un privato che a nostro avviso non ha più la titolarità della discarica. Riteniamo che le autorità preposte sul territorio abbiano i poteri per scongiurare una emergenza e ci riferiamo in particolar modo al sindaco di Ugento (per competenza territoriale) e al prefetto, che dovrebbero attivarsi come se ci fosse un terremoto o un alluvione o chissà quale altro disastro, la situazione è uguale”. Ecco la cautela degli ugentini nel gioire per la chiusura di Burgesi. “La chiusura di Burgesi non è una vittoria ma solo un tassello per tutta la questione rifiuti”. Altri hanno pensato a prendersi meriti per la chiusura di Burgesi mentre da due giorni a questa parte nessuno riesce a sbloccare una situazione di “ricatto” perpetrata da un privato che gestisce quasi in maniera monopolista l’affare rifiuti. 2 luglio 2009 Cancelli chiusi. Monteco rimanda indietro i camion Puntuali, stamattina, sono arrivati i camion ricolmi di rifiuti. E puntualmente sono tornati indietro. Ricolmi. La Monteco non ci sta all’ordinanza di Vendola che intima di accogliere i rifiuti dei Comuni dell’Ato le /3Le/3 in una piattaforma di trasferimento, dalla quale essere poi smistati e trasferiti a Conversano. Non ci sta, hanno fatto sapere i responsabili della discarica, la Monteco, per tre motivi: 1. l’ordinanza è arrivata con solo un giorno di preavviso; 2. non sono riusciti ad organizzare la piattaforma di trasferimento; 3. la cifra proposta di 18 euro a tonnellata è inadeguata. La MOnteco chiede più di 40 euro, la da un’indagine di mercato condotta dall’Ato le/3 tale richiesta sarebbe fuori mercato: i responsabili dell’Ato le/3 giudica la tariffa di 18 euro più che congrua. I comitati di Ugento sono allarmati – dice Vito Rizzo, presidente di Io Conto. “E’ la dimostrazione di come un solo privato tenga sotto scacco la Pubblica amministrazione, e quindi i cittadini. Perché il Comune di Ugento e tutti i Comuni dell’Ato Le/3 non denunciano la ditta per interruzione di servizio pubblico? Infatti mi chiedo – conclude Rizzo – se quanto sta accadendo sia sufficiente per la magistratura per avviare un’indagine per interruzione di servizio pubblico”. 1 luglio 2009 Primo giorno di chiusura per Burgesi Ed alla fine Burgesi ha chiuso. Ieri si è messo fine alle avventure della discarica ugentina ed oggi è ufficialmente il primo giorno di chiusura. I tir dell’Ato Lecce 3, dunque, cambiano rotta. Lo ha deciso il commissario delegato per l’emergenza ai rifiuti in Puglia, il Presidente della Regione, Nichi Vendola, con l'Ordinanza Commissariale n.69/CD del 30 giugno 2009. Esprime soddisfazione per la notizia il neo presidente della provincia di Lecce, Antonio Gabellone: “è una svolta per il Salento. Il primo impegno, concreto è stato mantenuto: l’emergenza-rifiuti del Salento si avvia a conclusione, si chiude un lungo periodo critico per la nostra provincia che poteva condizionare soprattutto la tenuta economica delle nostre attività turistiche, oltre all’immagine complessiva del Salento”. “Il conferimento dei rifiuti dell’Ato Lecce 3 in una discarica posta al di fuori della nostra provincia, a Conversano, – sostiene Gabellone – era la soluzione da noi proposta, quella sostenuta nelle sedi istituzionali ed in Prefettura, venerdì, durante il primo lungo vertice del mio mandato. E’ motivo di personale soddisfazione –conclude il presidente -, essere riusciti a venire incontro alle legittime richieste della popolazione di Ugento, ma anche aver alleviato la situazione di estrema difficoltà in cui versa l’impianto di Poggiardo, che adesso potrà trasferire nel barese le sue eccedenze di rifiuti non più trattabili in quell’impianto”. E'possibile scaricare l'Ordinanza di Nichi Vendola sulla chiusura di Burgesi cliccando in basso.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!