No ai pedalò. Indignati i bagnanti

Villeggianti e residenti di Porto Cesareo scrivono alla capiternia di porto, al Prefetto di Lecce e al comune. Nasce un comitato “per il libero impiego dei piccoli natanti non a motore”

A Porto Cesareo pedalò e piccole barche non hanno più il diritto di navigare e nemmeno di stare ormeggiati. Questi piccoli “natanti”, come sono definiti tecnicamente, caratterizzati per la loro modesta dimensione e dalla facilità di gestione e manutenzione, da tanti anni, ormai, hanno costituito la soluzione semplice e modesta di quanti preferiscono un approccio rispettoso del mare e dell’ambiente. Infatti, in questi primi giorni d’estate, un avviso della “Guardia Costiera di Torre Cesarea”, affisso sui primi pedalò calati in acqua, ha intimato di rimuoverli entro 10 giorni per “ occupazioni e innovazioni abusive” di spazio demaniale. Estate sorprendentemente compromessa, dunque, per centinaia di piccoli diportisti e loro famiglie, presi alla sprovvista da una tale situazione. Soluzioni, del resto, non se ne vedono, considerato, anche, che le darsene private -non ne esistono di pubbliche a Porto Cesareo-, popolate da imbarcazioni di ben altra mole e più remunerative per i gestori, oltre che con prezzi non proprio accessibili, non dispongono di posti barca. Senza esito e senza risposta alcune note inviate alle autorità locali competenti da gruppi spontanei, con le quali era chiesto alle autorità, di trovare una soluzione per un problema che sembra abbattersi proprio sugli utenti dei modesti ed ecologici pedalini. Lo scorso 11 luglio, costatato il perdurare del silenzio degli enti interessati, è stato a costituito formalmente il comitato “per il libero impiego dei piccoli natanti non a motore nella rada di Porto Cesareo”. Il Comitato ha provveduto immediatamente ad inviare una raccomandata al Prefetto, alla Procura della Repubblica, al Sindaco di Porto Cesareo, al Comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli, al Presidente dell’Area Marina Protetta “Porto Cesareo”, con la quale è stata appropriatamente illustrata la situazione, non senza sottolineare i sorprendenti e contradditori risultanti che consentono alle grosse barche a motore di ormeggiare tranquillamente e di navigare, spesso anche a forte velocità, nella zona in parola. “Sono tantissimi anni che villeggio a Porto Cesareo –ha dichiarato Antonio Filanti,un anziano turista proveniente da Bari- con l’unico piacere di godermi il mare con il pedalò. Se la situazione paradossale permane, non credo che avrò ancora interesse a tornare a Porto Cesareo”. Intanto, i più pessimisti hanno già messo in bell’evidenza l’avviso “VENDESI” sui loro pedalò tirati precipitosamente a riva, anche se, con i tempi che corrono, non sembra che troveranno acquirenti con facilità.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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