Adelchi. Ancora cassa integrazione

Respiro di sollievo per i 578 operai. L'accordo è stato preso. Fuori pericolo per un altro anno. Ugo Lisi esprime soddisfazione

Sventata l'emergenza, almeno per ora. Durante l'incontro al ministero del Lavoro tenutosi ieri pomeriggio, si è ufficialmente dato il via libera al prolungamento della cassa integrazione. Hanno preso parte all'incontro: Antonio Gabellone e Ugo Lisi, fautore quest'ultimo del vertice, che ha manifestato la propria soddisfazione: “Nel manifestare profonda soddisfazione per l’obiettivo raggiunto di portare serenità nelle famiglie dei 578 lavoratori del Gruppo Adelchi, avverto l’esigenza di esprimere un sentimento di sincera gratitudine al Governo Italiano che, nella sua interezza, ma, in maniera particolare, nella persona dell’amico Sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, ha fatto appello a tutte le risorse di doverosa sensibilità istituzionale per risolvere una situazione che, qualche giorno fa, sembrava molto complessa. Nella riunione svoltasi presso la Sala Solidarietà sociale del Ministero del Welfare, alla presenza del sottoscritto, del Presidente Gabellone, delle rappresentanze sindacali e aziendali e del Presidente del Gruppo Adelchi, il Sottosegretario Viespoli e il Direttore Generale, dott. Mastropietro, hanno individuato gli strumenti che consentiranno di evitare soluzioni traumatiche dal punto di vista occupazionale e straordinarie – e quindi più labili – dal punto di vista economico”. “Sulla base delle schede tecniche pervenute dalla Prefettura di Lecce- ha continuato- grazie all’eccezionale lavoro di cucitura svolto da Sua Eccellenza il Prefetto, i lavoratori della CRC, della Nuova Adelchi e della GSC PLAST usufruiranno sia della CIGS per crisi conseguente ad evento improvviso ed imprevisto e, per coloro che hanno superato già i 36 mesi di cassa integrazione, dell’ammortizzatore sociale in deroga. Si ottiene, così, al tempo stesso, un’iniezione di serenità per le famiglie dei lavoratori e un’occasione di spinta e sviluppo per le imprese. Il tutto in un clima di grande concertazione e collaborazione al quale non ha preso parte la Regione Puglia, probabilmente, per le vicende di carattere politico che la attanagliano. Nel frattempo si è avuta la grande presa di posizione da parte dell’azienda che sta spingendo sull’acceleratore del rilancio attraverso nuovi marchi e brevetti, la riqualificazione professionale delle maestranze e la scommessa di raggiungere nuovi target più elevati”. “Personalmente crediamo di aver svolto il nostro ruolo di figure istituzionali-ponte, tra le problematiche del territorio e le sedi governative di riferimento; ma tutto ciò, senza la sensibilità e tempestività dimostrata dal Governo, non si sarebbe mai potuto realizzare”. Ha concluso Ugo Lisi. Ora tocca ai sindacati e alle rappresentanze interne darsi da fare. L'accordo è stato preso.

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