Giovanni D’Agata querelato per le sue battaglie

Querelato per diffamazione dal Comune di Gallipoli per aver difeso i consumatori. I militanti ed i dirigenti di Idv, di cui D'Agata è esponente, non si fanno intimidire

Carlo Madaro, presidente provinciale di Idv Lecce, ha appreso con stupore e con sdegno della querela depositata dal Comune di Gallipoli e dal comandante del locale comando di polizia municipale, per una presunta diffamazione a mezzo stampa, nei confronti di Giovanni D’Agata a tutti noto per le sue battaglie in difesa dei consumatori ed utenti nella sua qualità di componente del “Dipartimento tematico nazionale tutela del consumatore di Idv”. Così ha commentato il presidente: “Stupiscono, infatti, sia l’assoluta infondatezza del contenuto del suddetto atto che la tempestività della stesso, depositato immediatamente dopo un comunicato stampa redatto dallo stesso D’Agata in data 17 giugno scorso che in maniera assolutamente generica segnalava l’attività di alcuni comuni in materia di rilevazioni della velocità a mezzo autovelox non avvistabili, ritenuta sia dalla Corte di Cassazione che da pareri e circolari di Anci e ministero dei trasporti illegittima se non addirittura pericolosa per la sicurezza stradale, invitando gli enti ad adeguarsi alla legge e ad anare in via di autotutela i verbali per infrazioni al codice della strada, nonché ai prefetti d’intervenire per sanzionare tali comportamenti ritenuti, non a torto, illegittimi”. Forse un modo per frenare l’attività di D’Agata, da anni impegnato sul territorio salentino, nazionale ed internazionale in difesa della legalità e dei diritti dei cittadini, essendo peraltro, l’ideatore dello “Sportello dei diritti” della provincia di Lecce? “Nell’esprimere la più completa solidarietà personale e di tutta Idv della provincia di Lecce nei confronti di D’Agata e biasimo verso il comportamento del comune di Gallipoli, riteniamo, quindi, che proprio per queste ragioni, siamo certi che continuerà con più vigore e rinnovato entusiasmo il suo impegno in difesa dei più deboli anche contro gli atti illegittimi degli enti locali”. Ha concluso Carlo Madaro.

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