“Più di una vittoria elettorale”

Secondo Ugo Lisi, vicecoordinatore provinciale del PdL, Antonio Gabellone ha vinto meritatamente il ballottaggio provinciale. “Il vero sconfitto è D'Alema”

A causa del voto alla Camera dei deputati sul decreto legge per lo stanziamento dei fondi che il Governo ha destinato all’Abruzzo non ha potuto essere fisicamente presente alla conferenza stampa dell’amico e presidente Antonio Gabellone. Tuttavia Ugo Lisi avverte il dovere morale di far sentire ad Antonio Gabellone la sua vicinanza. “Siamo stati uniti e compatti – ha dichiarato Lisi – laddove ricevevamo attacchi concentrici da parte degli avversari di sempre e di quelli dell’ultima ora. Siamo stati coesi vincendo al ballottaggio contro un candidato presidente che a parole non si era imparentato con nessuno ma che, in pratica, aveva stretto accordi con tutti gli altri concorrenti del cosiddetto terzo polo. L’apparentamento con il terzo polo c’è stato, eccome… è stato un apparentamento carbonaro, è stato un accordo sottaciuto e tenuto in penombra, dal momento che metterlo alla luce del sole avrebbe smascherato la portata di tale connubio. Tuttavia – ha continuato – malgrado questo accerchiamento, il centrodestra originale, quello doc, ha vinto. E lo ha fatto convincendo”. Poi il vice coordinatore regionale del Pdl è passato a fare un’analisi dell’operato in seno alla coalizione opposta, quella di centrosinistra. “Se c’è uno sconfitto, per l’ennesima volta, in terra salentina – ha commentato – quello è Massimo D’Alema che ha tramato e brigato, è intervenuto a gamba tesa, ha provato a riscaldare la minestra, ma, a riprova che “buon sangue non mente”, ha perso nuovamente. Ha perso quando è venuto in piazza S. Oronzo a parlare di badanti. Ha perso quando è venuto in piazza S. Oronzo a parlare di baby sitter. A perso quando scavalcando Casini, Cesa e Totò Ruggeri, chiamava i neoeletti consiglieri Udc perchè consigliassero benevolmente il voto a Loredana Capone. Nel Salento questa idea di nuovo laboratorio politico è stata bocciata, forse perché qualcuno nel terzo polo ha compreso quanto la vecchia casa comune era migliore della torre di Babele che si sarebbe andati a costruire. Il cammino adesso riprende – ha concluso – e si scopre che Antonio Gabellone ha avuto qualche merito in più di una semplice vittoria elettorale”.

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