L'ispettore ha parlato

Ha confermato che sia lui sia i suoi colleghi avrebbero approfittato della divisa e del proprio ruolo per pretendere regali da oltre cento imprenditori

Anche Reggio ha parlato. Davanti al pm Guglielmo Cataldi anche l’ispettore capo Francesco Reggio, 57 anni, di Lecce, considerato il leader dell’organizzazione nata in seno alla Polizia Stradale e finalizzata a ricevere regali e “mazzette” in cambio di favori sui controlli e le ispezioni dovute alle aziende ed ai camion, ha rotto il muro di silenzio che si era creato attorno alla vicenda. Ed ha fornito non un memoriale come ha fatto la collega Anna Petrelli alcuni giorni fa, ma descrizione di tutti gli episodi riportati nei capi di imputazione dell’ordinanza. Reggio ha risposto ad una raffica di domande in un interrogatorio fiume durato circa sei ore, confermando che sia lui sia i suoi colleghi avrebbero approfittato della divisa e del proprio ruolo per pretendere regali da parte di oltre cento imprenditori; in cambio avrebbero “chiuso un occhio” ed evitato di controllare i camion che trasportavano i prodotti delle aziende e gli stabilimenti stessi. L’unica precisazione che Reggio ha fatto rispetto a quanto sostenuto dagli inquirenti riguarda l’organizzazione stessa; lui ed i suoi colleghi avrebbero agito in autonomia l’uno dall’altro; insomma non sarebbe stato il capo di un gruppo di 18 agenti.

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