Lu masciu. Festa di primavera XII edizione

Escursioni alle rupi di san Mauro, sito d’interesse comunitario, patrimonio della biodiversità. Questo lo scenario naturale de lu masciu

L’abbazia di san Mauro che sovrasta la serra dell’altolido, colorata di primavera e profumata di brezza marina, è lo scenario naturale de lu masciu. Festa di primavera con escursioni alle rupi di san Mauro, sito d’interesse comunitario, patrimonio della biodiversità; visite guidate all’abbazia di san Mauro costruita dai monaci basiliani nell’anno 1000, con gli affreschi che regalano sguardi ascetici e suggestioni mistiche; nel cielo si leveranno leggiadre aquiloni, sospinte da carezzevoli venticelli inseguite da occhi gioiosi di fanciulli. L’antico rito della promessa di matrimonio con lo scambio dei primi frutti della terra, simbolo di fertilità, a sugello di un amore eterno appena sbocciato, da il via a brindisi di carrettieri e abbuffate di leccornie tra musiche e danze popolari. // Il programma Nella giornata di domenica: dalle ore 9.30 raduno delle associazioni di escursionismo e culturali che negli anni hanno prestato attenzione all’abbazia di san Mauro (avanguardie, archeoclub, osservatorio torre di belloluogo, emys, fluxus, levarsìa). Visite guidate dalla mattina al tramonto. Area attrezzata pic-nic con degustazione di prodotti tipici locali acura della Poilisportiva M. Fedele San Simone. Raduno ed esibizione degli aquilonisti dell’associazione Rosa dei 20. Dalle 15.30 sfilata di carrettieri che conducono le giovani coppie in costume d’epoca presso l’abbazia. Rievocazione storica con lo scambio di primizie a suggello della promessa di matrimonio, concerti di musica popolare e grika (Schiattacore e Tribal Sound Salentino). Nella promozione dell’evento vengono coinvolti artisti locali di fama nazionale che ogni realizzano la bozza che diventerà il manifesto della manifestazione, quest’anno l’opera è di Antonio Mitria, artista sannicolese. Inoltre saranno ospiti de lu masciu circa 60 artisti provenienti dalle scuole e dalle Accademie d’arte dei Paesi dell’ex Unione Sovietica e da alcuni Paesi del Mediterraneo (Romania, Bulgaria, Polonia, Spagna, Grecia e Cipro), impegnati nella realizzazione di cortometraggi, musiche, sculture e pitture sul tema della rassegna Salento Negroamaro. // Cenni storici E’ la riproposizione di un’antica festa che si svolgeva nel tardo medioevo sul piazzale antistante l’abbazia di san Mauro. Le origini di questa tradizione sono strettamente legate alla storia di questa abbazia che fu fondata intorno all’anno 1000 dai monaci Basiliani di disciplina bizantina, molti dei quali, perseguitati dagli imperatori iconoclasti, si rifugiarono in Terra d’Otranto dove fondarono numerosi cenobi tra cui quello dedicato al culto di San Mauro. L’abbazia di san Mauro nel corso dei secoli diventò sempre più importante sia per la posizione strategica sulla collina dell’Altolido, sia per i numerosi lasciti e donazioni che molti fedeli fecero a favore della comunità religiosa, sia come centro di cultura insieme a S. Nicola di Casole presso Otranto e Santa Maria del Mito ad Andrano; inoltre dopo la distruzione di Gallipoli e del Monastero di S. Maria delle Servine avvenuta nel 1284 ad opera degli Angioini, divenne il centro religioso più autorevole nei dintorni di Gallipoli. Nel 1576 il terreno appartenente al monastero si estendeva per circa 2 miglia; da esso dipendevano alcune grance, una specie di masserie, ed appezzamenti ecclesiastici (San Salvatore in feudo di Sannicola, Santa Maria del Civo presso Taviano, Santa Maria dell’Alizza in Alezio, San Basilio in Gallipoli, Sant’Anastasia in territorio di Matino, ecc.). E’ in questo contesto di influenza culturale, religiosa ed economica sul territorio da parte dell’abbazia che, ogni 1° maggio (data che nel calendario greco era dedicata a s. Mauro) si celebrava la messa solenne in onore di san Mauro e, insieme ai festeggiamenti religiosi, si svolgeva la fiera nella quale artigiani, commercianti, contadini esponevano i loro prodotti. Intorno alla chiesetta affluivano le genti provenienti dai centri abitati e dalle masserie circostanti: lo afferma il vescovo di Gallipoli Monsignor Cybo nel 1567. L’usanza dello scambio tra fidanzati di vassoi ricchi di primizie e doni aveva molto probabilmente, il compito di suggellare la promessa di matrimonio secondo l’usanza bizantina ( L. Tria “La disciplina giuridica del matrimonio secondo le consuetudini di Terra di Bari” pubblicata su Japigia anno 7° fascicolo 4). L’origine di questa tradizione è da ricercarsi negli antichi riti, tipici della società contadina, legati all’arrivo della primavera e dei frutti, alla fertilità e alla rigenerazione dei terreni, come del resto è testimoniato nel Masciu dallo scambio che le giovani coppie si fanno di vassoi colmi dei doni della terra. Molti sono gli studiosi che si sono occupati della storia di San Mauro ed alcuni di essi hanno menzionato nelle loro ricerche la festa de “lu masciu” come P. Giovanni Barrella S. J. nell’opuscolo intitolato “L’antica Abbazia di S. Mauro in agro di Gallipoli. Note di storia e d’arte”, il Gabrieli nella “Bibliografia di Puglia”, pubblicata sulla rivista Japigia 3° numero anno 1931 dedicato al folclore, lo Scrimieri in “Immagini e storia di San Mauro in territorio di Sannicola” la Zagaglia nn. 36 e 37 del marzo 1968, il Musca in “Un anno a Sannicola”. (Proverbi – usanze – tradizioni – notizie) pag. 94, Editrice Salentina 1990.

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