Casarano. Spunta il quinto candidato sindaco

Si tratta di Mario Nicoletti, 72 anni, avvocato di Parabita. Pronte tre liste

Mario Nicoletti, che svolge attività politica da 56 anni , sfida Claudio Casciaro, Ivan De Masi, Enrico Fattizzo e Francesca Fersino e si presenta ai nastri di partenza per conquistare la poltrona più importante di Palazzo dei Domenicani. La sua candidatura sarà sostenuta da tre liste: Salento Regione, Democrazia Europea e Casta Contro.

CASARANO – A sorpresa, spunta un altro pretendente alla poltrona di sindaco. Si tratta di Mario Nicoletti, 72 anni, un avvocato di Parabita, che alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno dovrebbe essere sostenuto da tre liste: “Salento Regione”, “Democrazia Europea” e “Casta Contro”. Secondo il suo leader, la nuova coalizione si colloca al centro, “guardando però verso il centro-sinistra e non dall’altro lato”. Nicoletti, che ha alle spalle ben 57 anni di attività politica, è il quinto candidato alla carica di sindaco dopo Claudio Casciaro, Ivan De Masi, Enrico Fattizzo e Francesca Fersino. L’altra novità riguarda proprio lo schieramento dell’unica donna in gara. Il comitato della Fersino, infatti, ha annunciato che saranno tre le liste a suo sostegno. Dopo “Liberacittà” e “Lista Fersino”, infatti, sarà depositato anche il simbolo di “Uniti per Casarano”. A questo punto, se il numero dei simboli di Nicoletti dovesse essere confermato, il totale delle liste potrebbe raggiungere il ragguardevole numero di 23, con un potenziale di candidati di 460. Un record assoluto per la città. Giovedì scorso si è tenuto il primo confronto tra i candidati alla carica di sindaco. L’associazione “Idee Insieme”, che partecipa direttamente alle elezioni nella coalizione di centro-destra, ha organizzato il confronto, presso l’Auditorium comunale, sui temi ambientali e del commercio. Il dibattito è stato piuttosto monotono e non ha aggiunto a di nuovo: le posizioni dei candidati sui temi proposti erano note. Solo verso la fine ci sono state scintille tra la Fersino e Casciaro. Da registrare, intanto, un nuovo capitolo sulla vicenda dell’Acas, l’associazione dei commercianti. I “dissidenti” si rifanno sentire e lanciano nuove accuse verso il presidente Antonio Fabbiano, candidato in una lista di centro-destra. Una nota diffusa ieri smentisce il cosiddetto “metodo Fabbiano”. “Fedeli al patto che gli associati dell’Acas avevano assunto – si legge – nel momento in cui i componenti decidevano di ritenersi liberi di candidarsi nelle coalizioni che rispecchiano il modo di pensare di ciascuno di loro, si decideva anche di non coinvolgere direttamente nelle diatribe politiche la stessa Acas”. “A tale patto – osservano i firmatari – che rispecchia fedelmente l’atto costitutivo dell’associazione definendola apolitica e apartitica, il sig. Fabbiano è venuto meno, dando con i suoi scritti la percezione che i commercianti appoggiano lui e la sua coalizione, millantando così un adesione che nei fatti non esiste. Egli parla di adesione senza indicare uno stralcio di programma al quale i commercianti avrebbero aderito. Non intendiamo con questo comunicato alimentare polemiche sterili – concludono i dissidenti – ma vogliamo far chiarezza nei confronti dei cittadini, i quali con piena libertà e senso critico potranno scegliere liberamente verso chi indirizzare il proprio consenso”. Nei giorni scorsi, Fabbiano si era auto-sospeso dal massimo incarico dell’Acas per poter partecipare alle elezioni, ma non tutti sono d’accordo su questa scelta, pretendendo le sue dimissioni.

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