Scritte ingiuriose. Don Stefano solidale con Mantovano

Commentando l’episodio ingiurioso di cui è stato vittima Alfredo Mantovano lo scorso 25 aprile, don Stefano Rocca, parroco di Ugento, ricorda le scritte minatorie rivolte a Peppino Basile

“Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà ad Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato, per l'offesa ricevuta per la seconda volta da parte di ignoti. Sicuramente un tale atto lascia tutti quanti amareggiati e offesi”. Don Stefano Rocca, parroco di Ugento, ha commentato così l’episodio ingiurioso di cui è stato vittima Alfredo Mantovano lo scorso 25 aprile. Qualcuno ha scritto delle frasi offensive nei confronti del sottosegretario prima che questi intervenisse ad un convegno pubblico organizzato presso le officine Cantelmo. “E' vero – ha continuato -, ultimamente queste frasi scritte sui muri non solo offendono e preoccupano le persone interessate, ma lasciano tutti i cittadini estremamente preoccupati”. Poi don Stefano ha rivolto un pensiero a Peppino Basile, fatto più volte bersaglio di offese scritte sui muri, troppo spesso prese sottogamba da chi invece avrebbe dovuto denunciare gesti del genere. “Pensavo in questi giorni che cosa abbia provato il nostro Peppino Basile, su quelle frasi di morte nei sui confronti rimaste per più di un anno sui muri di Ugento. Non ci fu nessuno che le abbia tolte subito, ma vennero coperte solo poche ore prima del suo funerale. Il presidente Pellegrino lo ricordò al saluto durante la funzione. E’ vero, non bisogna mai ridimensionare, neppure enfatizzare, ma occorre stare attenti, o almeno – ha concluso il parroco di Ugento – se presi i colpevoli, dare loro una giusta e congrua punizione, chiunque essi siano, fornendo così un ammonimento ad altri facinorosi. Almeno perché hanno offeso un cittadino, un politico, ed hanno deturpato l'ambiente in cui vivono”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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