Nardò. Crollo di una volta a stella, muore un anziano

“Abbiamo scavato a mani nude per tirarlo fuori dalle macerie”

Tragedia nella serata di ieri, nel centro di Nardò. Cosimo Grande, 80 anni, travolto dal crollo di un soffitto, probabilmente a causa di lavori di manutenzione. La protesta del vicinato contro una recinzione che non permette il passaggio dei soccorsi

Tragico epilogo per un anziano neretino, travolto e ucciso dal crollo di una volta a stella. Cosimo Grande, 80 anni, vedovo e padre di due figli, è rimasto schiacciato dal crollo del tetto di una piccola corte del centro storico. Veloci sono stati i soccorsi da parte di Vigili del fuoco, ambulanza, polizia, carabinieri e vigili urbani, avvisati dal vicinato che, sentito il forte boato si è subito precipitato a vedere cosa era successo. Quello che i primi soccorsi hanno trovato però, era solo un cumulo di macerie, e proprio queste persone accortesi della presenza di un uomo sotto di esse, hanno cominciato a scavare a mani nude e con mezzi di fortuna. A complicare il tutto, una recinzione nelle vie limitrofe, che ha obbligato l’ambulanza a fermarsi poco lontano dal luogo dell’accaduto, tanto che l’uomo è stato trasportato con la barella lungo Via Duomo. Portato d’urgenza all’ospedale Fazzi di Lecce, le sue condizioni sono parse subito disperate. Dai primi rilevamenti in un edificio adiacente, pare probabile, dato anche il ritrovamento di uno scalpello e di una prolunga elettrica, che si stessero effettuando dei lavori di manutenzione, e che lo stabile non abbia retto alle sollecitazioni dei lavori. Sul posto pochi minuti dopo l’accaduto, Giancarlo De Pascalis, vicesindaco, e Cosimo Natalizio, assessore. Il magistrato Angela Rotondano, sicuramente disporrà ulteriori accertamenti per far luce sulla vicenda e per eventuali corresponsabilità. Molte sono le proteste dei cittadini e degli abitanti della zona per la recinzione che non ha permesso ai mezzi di soccorso di passare. Marcello Gabello, medico, tira fuori una petizione, da tempo inviata al comune che da anni promette di intervenire su quel recinto “intoccabile” che blocca quattro strade.

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