Una delle storie più strabilianti della storia repubblicana

Lo stile inusuale del presidente della Regione Puglia

Abbandonati i compagni massimalisti e comunisti, il condottiero di Terlizzi è pronto a coagulare attorno a sé la diaspora della sinistra italiana, per una nuova rifondazione. Ci riuscirà?

Nicola Vendola detto Nichi, cinquantenne presidente della Regione. La sua ascesa al “trono” di governatore delle Puglie è una delle storie più strabilianti della storia repubblicana. Già deputato per diverse legislature, lui cattolico comunista, gay dichiarato, dalla forte personalità e l’eloquio elegantissimo, una profondità di pensiero che sconfina nella poesia, riesce a vincere le primarie e poi addirittura a battere Fitto, il presidente uscente. Le sue campagne elettorali spaziano dai diritti dei bambini alle speranze più profonde degli individui, senza mai un attacco personale o un ammiccamento al politichese. Con questo stile inusuale, come detto, si impone nelle prime (e ultime) elezioni primarie veramente combattute del centrosinistra italiano. Primarie di coalizione che, dopo l’exploit di Vendola, furono seguite dai plebisciti volti a rafforzare leadership già definite (di Prodi e di Veltroni) e successivamente accantonate per sempre (salvo prossime riesumazioni per evitare gravi rotture qua e là lungo lo stivale). Le primarie: uno strumento di democrazia diretta affascinante, che oltreoceano ha consentito il miracolo Obama. Forse mai veramente amate dai vertici ex PCI ed ex DC, troppo abituati al centralismo democratico e alle trattative tra correnti contrapposte. Eppure dopo la sconfitta del superfavorito Francesco Boccia (assessore al Comune di Bari, esperto di economia, giovane e colto), DS e Margherita avrebbero potuto trarre qualche insegnamento per il futuro: per esempio che il popolo progressista non ama soluzioni precotte; che non si accontenta più di componenti tecnocrati ma cerca dalla politica una speranza, una visione ideale capace di scaldare il cuore. Alle odierne drammatiche difficoltà del Partito Democratico, ancora incerto nientepopodimenochè sulla sua collocazione nel Parlamento europeo, si aggiunge oggi un nuovo “pericolo Vendola”. Abbandonati infatti i compagni massimalisti e comunisti, il condottiero di Terlizzi è pronto a coagulare attorno a sé la diaspora della sinistra italiana, per una nuova rifondazione. Ci riuscirà? L’augurio del Golem è che intanto riesca a porre rimedio all’esplosiva emergenza rifiuti che egli, in qualità di commissario straordinario, non è finora riuscito a disinnescare. Nel tacco di novembre 2008 il Golem aveva parlato di Massimo Manera, contestando al portavoce di Pellegrino l’illegittimità del suo ruolo in quanto non giornalista. Sua unica reazione: una puntualizzazione sull’entità del suo stipendio su Nuovo Quotidiano di Puglia. All’indomani della sua condanna in primo grado e relative dimissioni si è acceso un blog spontaneo su www.iltaccoditalia.net che vi invitiamo a consultare.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Mario Maffei

Giornalista professionista, laurea in Bocconi, esperto di divulgazione scientifica. Un'unica grave perversione: la politica

Articoli correlati