An mortificata

Un'analisi della condizione del PdL salentino

In seguito all'ufficializzazione della candidatura di Gabellone alla Provincia di Lecce, Gerardo Filippo, dirigente del Movimento IO SUD, constata una mortificazione della componente ex An in seno al PdL

di Gerardo Filippo* Dopo che finalmente è stato deciso il candidato alla presidenza della Provincia di Lecce, è doloroso dover constatare come sia stata mortificata la componente della Destra all’interno del PdL salentino. Sin dal primo momento si è capito che le deboli proposte fatte a qualche rappresentante di An altro non erano se non autentiche finzioni poste in essere per mascherare la volontà egemone di Fitto e degli altri esponenti di più stretta osservanza o sudditanza. E’ mortificante anche vedere come persino il sottosegretario Mantovano non sia stato capace di difendere quel misero 30% che, almeno sulla carta, doveva essere riconosciuto alla componente proveniente dalla ex An. La scelta del candidato presidente dimostra, altresì, come il PdL salentino abbia perduto una grande occasione: quella di far convergere i voti sulla candidatura di Adriana Poli Bortone che ha dimostrato, fino all’ultimo, la sua disponibilità a ricomporre la coalizione di centro destra allargata alle componenti moderate e a quei riferimenti territoriali dai quali difficilmente si può prescindere se si vuole per davvero vincere le elezioni. Si tratta di espressioni politiche che stanno dimostrando di voler mantenere fede agli impegni ed ai programmi elettorali che hanno assicurato il necessario consenso all’amministrazione comunale di Lecce, riconfermata al centrodestra nella logica della continuità amministrativa e programmatica. In questo senso, infatti, si sono sempre espressi Poli Bortone e gli assessori e consiglieri a lei vicini. A dispetto di tutto ciò non è difficile ipotizzare che il sindaco Perrone – dimostrando evidentemente debolezza – possa essere obbligato a decidere l’azzeramento della Giunta che, oltre ad apparire un atteggiamento disperato, rappresenta un gesto posto in essere contro l’elettorato leccese prima che contro una parte della sua maggioranza. Se ciò avvenisse sarebbe giustamente interpretato, dall’elettorato che ha eletto Paolo Perrone, come una sorta di vendetta di basso profilo compiuta dal PdL salentino, con il beneplacito dei suoi più autorevoli esponenti, alla quale il sindaco non saprebbe sottrarsi, facendo così scadere la sua autorevolezza istituzionale. L’elettorato leccese, che ha votato Paolo Perrone nel segno della continuità con la precedente esperienza amministrativa, non capirebbe queste alchimie politiche apprezzando, al contrario, la coerenza, la tenacia, il coraggio e la dimostrata capacità di governo della senatrice Adriana Poli Bortone. *dirigente del Movimento IO SUD

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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