Parte civile contro Limone

Il provvedimento cautelativo dell’Università salentina

Il Tribunale gli ha chiesto di valutare l’opportunità di costituirsi parte civile nel processo. Chiesto il parere del Senato accademico, Domenico Laforgia, rettore dell’Università del Salento, ha ottenuto il “via libera” a farlo

E’ un atto doveroso di autotutela. Il Senato accademico dell’Università di Lecce (presidi, studenti, persnale tecnico ed amministrativo), che ieri si è riunito in un incontro ordinario, ha approvato, e all’unanimità, a fine seduta, una proposta avanzata a sorpresa dal rettore Domenico Laforgia. Questi ha chiesto di avere carta bianca nel caso fosse necessario tutelare l’immagine dell’Ateneo salentino nel processo contro Oronzo Limone, ex rettore, nella maxi inchiesta del Comune di Lecce relativa alla riqualificazione del rione San Pio e al Polo umanistico universitario che doveva essere realizzato nell'ex Manifattura Tabacchi. Laforgia ha riferito di aver ricevuto nei giorni scorsi una telefonata dal Tribunale in chi gli veniva chiesto di valutare l’opportunità di costituirsi parte civile al processo, anche perché nel caso in cui l’ipotesi di reato dovesse concretizzarsi (su Limone gravano le accuse di abuso d’ufficio ed irregolarità nell’amministrazione dell’Ateneo salentino), l’Università sarebbe chiamata a rifondere eventuali danni. Se, nel corso del procedimento giudiziario, dovesse emergere che non è stato commesso alcun reato, l’Università avrebbe sempre la possibilità di fare marcia indietro.

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