Casarano. Passi avanti per il made in Italy

Sorgerà a Casarano il Politecnico della Moda

Sorgerà a Casarano il Politecnico della Moda in collaborazione con le imprese della Riviera del Brenta. Per garantire altissima formazione nel campo delle calzature e trainare i nuovi insediamenti produttivi

Ieri al termine di un partecipato incontro convocato da Remigio Venuti, un tavolo tecnico ha tradotto in una proposta di accordo di programma alla Regione Puglia, il progetto “Due passi avanti per il made in Italy”, siglato a Roma nel marzo del 2008 e adesso finalmente in possibile dirittura d’arrivo grazie alla torsione concretamente operativa suggerita dal primo cittadino di Casarano. Il progetto prevede tre linee di azione fortemente intrecciate tra loro, dove la formazione altamente qualificata diviene condizio sine qua non per l’attrazione di investimenti nel settore calzaturiero e nel Sistema Moda nel Sud Salento: obiettivo industriale produttivo, obiettivo formativo e di trasferimento tecnologico, obiettivo relazioni industriali. Evidente la logica sottesa. Per generare una rete ancora più forte dell’attuale tra i poli produttivi calzaturieri delle aree del Brenta e del Casaranese, per riposizionare il distretto di Casarano verso una fascia medio alta grazie ad azioni di formazione e trasferimento tecnologico con conseguente miglioramento della capacità competitiva, per il riassorbimento della manodopera salentina attualmente espulsa dal mercato del lavoro con la crisi del Tac e però in possesso di un sapere e di una qualificazione difficilmente replicabili. “L’incontro di lavoro odierno -sottolinea Remigio Venuti- muove dalla constatazione che, a fronte di importanti accordi ed intese raggiunte ormai un anno fa, rispetto a una prospettiva evolutiva del settore calzaturiero casaranese, quel progetto è ancora fermo, nonostante l’eccellenza della proposta.” Continua poi il sindaco.”La mia città registra impotente la gravità della situazione attuale, e la crisi che segna centinaia di famiglie, pertanto, ho sentito la necessità di fare il punto sullo stato dell’arte e proporre concrete soluzioni per dare vita agli obiettivi che erano stati delineati. Non si tratta solo di rispondere concretamente alla crisi del Tac e all’angoscia dei lavoratori, ma di porre le condizioni perché, quando la crisi inizierà ad allentare i freni, il nostro territorio possa essere pronto a rispondere alle nuove esigenze del mercato.” “Gli strumenti perché questa intesa possa marciare adesso ci sono tutti, e noi intendiamo metterli in campo, anche aprendo un tavolo di confronto con la Regione perché assuma il Sistema Moda come una delle chiavi di volta del futuro economico della nostra regione”. Ha concluso Venuti.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati