Parco dei Fossili a Cutrofiano. Pellegrino inaugura

Progetto cofinanziato dal programma Leader Plus

Stamattina alle ore 10.00, il Comune di Cutrofiano, presso Contrada Lustrelle (Strada Statale Aradeo-Cutrofiano), inaugurerà l’intervento di valorizzazione del Parco Dei Fossili

La riqualificazione e la valorizzazione del Parco dei fossili rientra nell’ambito dell’Intervento 4.1.2 “L’educazione ambientale nel Parco della natura” del Piano di Sviluppo Locale “Parco Rurale della Terra dei due Mari” del GAL Capo S. Maria di Leuca, cofinanziato dal Programma Operativo Leader Plus e dal Comune di Cutrofiano.Con questo progetto, che sarà presentato stamattina alle ore 10.00 il GAL si è posto l’obiettivo di valorizzare un sito a cielo aperto, con una superficie di circa dodici ettari, dove sono esposti vari strati geologici, di origine marina, alcuni dei quali molto ricchi di fossili. Un luogo molto conosciuto negli ambienti scientifici sia italiani sia esteri, grazie all'abbondanza e allo stato di conservazione dei reperti. Tutto ciò rientra negli interventi ai quali sono interessati i 17 Comuni dell’area LEADER Plus: Acquarica del Capo, Cutrofiano, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Otranto, Poggiardo, Ruffano, Salve, Sanarica, San Cassiano, S. Cesarea Terme, Specchia, Supersano, Tricase, Ugento e Uggiano La Chiesa, componenti del Consorzio dei Comuni “Terra dei due mari”, il quale ha individuato i beni del patrimonio architettonico-culturale ed ambientale, oggetto del cofinanziamento. Il GAL del Capo di Santa Maria di Leuca ha come obiettivo principale la costituzione di un sistema integrato di fruizione dei beni culturali ed ambientali, organizzati secondo filoni tematici. A tal fine nell’area Leader Plus sono stati sostenuti investimenti finalizzati alla valorizzazione dei beni culturali dell’area, individuati fra i seguenti tematismi: preistorico come menhir e dolmen, oppure messapico-romano: siti archeologici, insediamenti vari; basiliano-bizantino: cripte, grotte, insediamenti rupestri, frantoi ipogei, musei, ed anche, a favore di boschi della macchia mediterranea, delle pinete delle serre salentine e del paesaggio rurale. Tutto ciò permetterà una conoscenza complessiva degli aspetti naturalistici e ambientali e del patrimonio culturale del territorio salentino, contribuendo così a creare il “Parco della Cultura e della Natura della Terra dei due Mari”. Lungo la strada Statale Aradeo-Cutrofiano, presso l'incrocio per Sogliano Cavour, è ubicato il “Parco dei Fossili”, una cava dismessa alla fine degli anni 70 e riaperta nel 1999, che rappresenta un raro esempio, in Italia e in Europa, di recupero a fini scientifici. I fossili presenti negli strati argillosi dell'area in esame appartengono al Pleistocene inferiore (Prima Glaciazione), quando la maggior parte dell'attuale Salento era sommerso dalle acque marine e sono essenzialmente costituiti da abbondantissimi resti di numerosi gruppi animali (celenterati, molluschi, briozoi, artropodi, vertebrati) e vegetali (alghe calcaree). I differenti strati geologici leggibili nella cava Lustrelle (nome originario dell'area) sono tutti di origine marina, ad eccezione di quello più superficiale, costituito da terreno agricolo e da humus. Essi sono sovrapposti pressoché orizzontalmente, con i più recenti in superficie e quelli di più antica formazione più in basso. Altre specie ricoprono una notevole importanza scientifica, poiché segnalano, con la loro presenza, scomparse condizioni climatiche, come il bivalve Arctica islandica, il gasteropode Aporrhais uttingeriana e tante altre. Per questi motivi l'area era già nota negli ambienti scientifici nazionali ed internazionali ma, dal 2008, ha assunto nuova e ancora maggiore valenza per la scoperta, effettuata dal responsabile scientifico del sito, Prof. Giuseppe Piccioli Resta, di una specie nuova per la scienza, il mollusco poliplacoforo Leptochiton serenae. Cava Lustrelle comprende sia i terreni a quota di campagna che un'ampia area posta a circa 18 metri sotto il piano stradale, per una superficie complessiva di circa 12 ettari; il parco è stato piantumato con circa 8.000 alberi di specie varie. Ampio spazio è stato lasciato al reimpianto spontaneo della flora salentina, mentre alcune pareti d'argilla sono a vista per permettere l'identificazione della successione stratigrafica e lo studio dei fossili.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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