Il Principe Umberto?In comodato d'uso gratuito

Il comunicato dell’Udu di Lecce

Il Principe Umberto gratis. Questa la richiesta a gran voce dell’Unione degli universitari di Lecce, dopo che il consiglio comunale ha deliberato l’alienazione della struttura, di sua proprietà

L’Unione degli Universitari di Lecce esprime profonda indignazione in merito all’intenzione dell’Amministrazione Comunale di vendere la struttura “Principe Umberto”, esplicitata dal bilancio di previsione approvato nel pomeriggio di ieri 2 marzo 2009. Quale il senso da attribuire alla dicitura “Lecce Città Universitaria”? Nella prassi risulta, in realtà, che l’aggettivo universitario sia inteso quale risorsa economica alla quale attingere per porre rimedio alle difficoltà e risanare i debiti. La presenza di un’università che conta una popolazione di 28.000 studenti, dei quali circa 6.000 fuorisede, oltre a rendere possibili le convenzioni e agevolazioni fiscali destinate alle Città sedi universitarie, contribuisce ulteriormente all’economia e allo sviluppo del territorio, mediante la fruizione da parte degli studenti, di trasporti, parcheggi, affitti e tutta una serie di servizi esenti da qualunque forma di agevolazione. Il Comune di Lecce inoltre sceglie di agire controcorrente rispetto a quanto accade in tutto il Paese, dove i comuni sono soliti utilizzare la forma del “comodato d’uso gratuito” nei confronti degli immobili e degli spazi di cui necessitano le rispettive università. Scandalosa, per gli universitari, inoltre, la decisione dell’amministrazione comunale di imporre all’Università del Salento un pesantissimo sforzo economico, tenendo conto della drammatica situazione economico-finanziaria in cui versano le casse dell’Università. L’ultimo Bilancio di Previsione approvato dal CdA dell’Università del Salento, infatti, ha palesemente manifestato tale difficoltà. L’Amministrazione Comunale non può ignorare tale realtà e pretendere di “far cassa” con l’Università. La somma pattuita per il complesso “Principe Umberto” più “Istituto Garibaldi” che ammonta a ben 8.500.000 €, potrebbe essere destinata, per esempio, a potenziare i servizi agli studenti e a supportare l’attività di Ricerca dei dipartimenti. E’ una decisione, quindi, che pare ancora più insensata e che sembra essere l’ultimo disperato tentativo di chiudere il bilancio in positivo penalizzando ancora una volta la cultura e le prospettive future dell’intero territorio salentino. L’Università del Salento, infatti, non può non essere considerata anche un importante elemento di ricchezza del nostro territorio, volàno indispensabile per lo sviluppo e la crescita della nostra e delle future generazioni. Una risorsa per tutta la collettività, che va custodita, aiutata, supportata politicamente e culturalmente, oltrechè economicamente, dalle nostre istituzioni locali. Questa Amministrazione si dimostra cieca, incapace di una reale cognizione dei bisogni e delle esigenze della realtà territoriale, e sorda ai ripetuti appelli che l’U.d.U. Lecce le ha inviato in questi mesi. L'Udu, dunque, chiede che l’intero complesso denominato “ex istituto principe Umberto” venga concesso dal Comune di Lecce all’Università del Salento in comodato d'uso gratuito.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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