Ugento. Il Consiglio approva un documento pro legalità

Folta partecipazione cittadina, come non si vedeva da tempo

Un'accesa assise comunale ha approvato ieri un documento in più punti finalizzato a ricostruire un clima di legalità in città. Le urgenze: un potenziamento della forze dell'ordine e fondi per inziative di sensibilizzazione

Non è stato un Consiglio semplice, quello di ieri pomeriggio ad Ugento. Nonostante l’unico punto all’ordine del giorno fossero le misure da adottare per fronteggiare l’emergenza criminalità e la sottoscrizione di un documento di denuncia degli atti di intimidazione che si sono verificati in città negli scorsi mesi, a partire dall’omicidio di Peppino Basile, consigliere dell’Italia dei valori (giugno 2008). Non è stato un Consiglio semplice, se nella sua fase di avvio la minoranza ha cercato di far saltare il numero legale per l’assise, sfruttando l’assenza di quattro membri della maggioranza. Tentativo fallito, e la riunione ha avuto luogo. In un a sala gremita di gente, come di rado ad Ugento è avvenuto. Segno che il tema della sicurezza è moto sentito dai cittadini. Segno che qualcosa è cambiato. Il documento di condanna contro gli atti intimidatori, alla fine, è stato sottoscritto quasi all’unanimità dei consiglieri (tranne Salvatore Riso, dei Verdi). Esso impegna l’Amministrazione ad organizzare iniziative volte a diffondere tra gli strati della popolazione, ed in particolare tra i giovani, la cultura della legalità ed il senso civico. Al Ministero dell’Interno si chiederà un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio comunale; a Provincia e Regione fondi per dotare di sistemi di videosorveglianza le zone più a rischio, per investire nel settore dei servizi sociali e per istituire il vigile di quartiere. Documento approvato, ma non sono mancate polemiche. Con molti membri della maggioranza che hanno rimproverato all’opposizione di aver contribuito a creare un clima di guerra tra schieramenti. “Mi chiedo a chi giovi questa tensione – ha dichiarato Eugenio Ozza, sindaco -; che senso ha chiedere le dimissioni del sindaco e della giunta”?. Ed è tornato, Ozza, sulla sua condanna a suo carico per aver ordinato l’utilizzo del depuratore, ancora non autorizzato dalla Provincia, per fronteggiare l’emergenza liquami: “Lo rifarei”. E Carlo Scarcia, assessore ai Lavori pubblici, ha invitato a rimanere uniti nel fronteggiare la criminalità e a collaborare per risalire, tutti insieme, ai responsabili della morte di Basile e degli episodi di criminalità che, in città, sono andati moltiplicandosi. 19 marzo 2009 Ugento. Oggi il Consiglio senza ospiti Non ci saranno ospiti al Consiglio comunale indetto per le ore 16 di oggi dal Comune di Ugento. Anche la presenza di Mario Tafaro, prefetto di Lecce, è stata smentita. L’unico punto all’ordine del giorno è “Voti all’autorità competente per il potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio”. Il Consiglio, insomma, si riunisce per discutere di sicurezza, alla luce dei atti intimidatori che si sono susseguiti nelle ultime settimane ed alla luce, ovviamente, dell’efferato omicidio di Peppino Basile, consigliere dell’Italia dei valori. Nel corso dell’assise verrà approvato un documento in cui si cercherà di trovare soluzione all’emergenza di criminalità e al clima di paura che si è diffuso tra i cittadini. “Vogliamo dare alla popolazione – ha dichiarato Eugenio Ozza, sindaco del Comune – un segno tangibile della nostra presenza e della nostra compattezza. Siamo molto riconoscenti del potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio; ci auguriamo solo che non sia una soluzione temporanea ma duratura”. 17 marzo 2009 Dieci carabinieri in più per vigilare su Ugento Dieci carabinieri in più. Così lo Stato risponde alla richiesta di maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio ugentino. Così viene incontro alla sensazione di insicurezza diffusa tra i cittadini, in seguito agli ultimi episodi intimidatori in cui sono rimasti vittime due giovani attivisti della politica, Angelo Minenna, consigliere comunale del Partito dei comunisti italiani, e Simone Colitti, neo-iscritto ad Italia dei valori (come il parente Bruno Colitti, anche lui colpito, negli scorsi giorni, da ignoti: una bomba carta ha bruciato la sua abitazione di Torre San Giovanni, comunque pignorata e già venduta all’asta). Da ieri è attiva ad Ugento la Compagnia di Intervento operativo dei carabinieri dell’11esimo Battaglione Puglia con sede a Bari, che supporterà i colleghi della Compagnia di Casarano. Già sabato scorso aveva avuto luogo la visita istituzionale nel Salento di Aldo Visone, comandante dell’Arma della Regione Puglia, che ad Ugento aveva effettuato un sopralluogo per toccare con mano l’emergenza delle ultime settimane. E giovedì prossimo dovrebbe svolgersi un Consiglio comunale monotematico sull’ordine pubblico. Eugenio Ozza, sindaco della città, nega, al momento la presenza del prefetto o di altre autorità esterne in assise. “Sarà una riunione del Consiglio, affinché si dimostri unito nella condanna di questi gravi fatti”, ha dichiarato. Intanto, ieri, don Stefano Rocca, il parroco “forestiero” è stato ascoltato per due ore da Giovanni De Palma, magistrato titolare delle indagini sull’omicidio di Peppino Basile. “Prendete in esame ciò che già sapete”, ha detto Rocca ai carabinieri. E, commentando le dichiarazioni del sindaco agli organi di stampa, “Minimizzare sui fatti significa far capire ai giovani che tutto è lecito. Ugento si scredita da sola”.

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