Vito Fazzi. Oncologia pediatrica sotto Osservatorio

Pagliaro: “Gravi carenze da risolvere al più presto”

E’ stato attivato nei giorni scorsi a Lecce un Osservatorio sanitario comunale permanente. Il risultato dei primi incontri non è incoraggiante: persistono i problemi dell’assistenza sanitaria locale per i piccoli malati di cancro

Si è riunito nei giorni scorsi l’Osservatorio Sanitario Comunale Permanente, attivato presso l’Amministrazione Comunale di Lecce, su iniziativa di Alfredo Pagliaro, assessore all’ Igiene, Sanità Pubblica, Qualità della Vita e Randagismo. Alla riunione, oltre ai componenti dell’Osservatorio, erano presenti i rappresentanti dell’AGOP (associazione genitori oncologia pediatrica) che hanno presentato i persistenti problemi dell’assistenza sanitaria locale per i nostri piccoli cittadini malati di cancro. “Sono convinto che presto si troverà una soluzione al grave problema che riguarda i bambini affetti dal cancro – afferma l’assessore Pagliaro – e convinto che non si possa scherzare con la salute dei cittadini, che hanno diritto a strutture pubbliche efficienti che tutelino la salute e l’integrità fisica specialmente se si parla di bambini. Chiedo alla Direzione Generale della ASL di intervenire nel più breve tempo possibile affinché venga istituita l’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica presso il Vito Fazzi di Lecce e, nel frattempo, chiedo anche di prolungare il periodo di assistenza nel Day Hospital a 12 h di apertura giornaliera, per garantire l’attività di cura ai bambini ammalati”. I locali di Oncoematologia Pediatrica nel nuovo padiglione oncologico di Lecce – fanno sapere i rappresentanti dell’ AGOP – non dispongono del reparto notturno. L’assistenza ai bambini è discontinua e, dal 2005 ad oggi, si sono alternati periodi di assistenza 24h/24h, a periodi di attività di solo Day Hospital diurno, dalle ore 08:00 alle ore 14:00. I piccoli pazienti dell’unità Oncologica sono dunque costretti a tornare a casa dopo aver finito le cure quotidiane. L’attività del Day Hospital, peraltro è limitata a “Terapie di Supporto” o visite di controllo, ed è questa la forma consueta di assistenza ormai dall’inizio del 2009, da quando, cioè la dotazione di personale medico, prima rappresentata da un responsabile e da altri 5 medici, si è ridotta solo a tre medici ed anche il personale infermieristico è carente. Eppure quando l’attività si svolgeva nell’arco delle 24h, sono stati curati nel reparto di oncologia pediatrica del “V. Fazzi”, a detta dell’AGOP, circa 200/250 bambini che oggi sono costretti a recarsi altrove, fuori Regione, per praticare la chemioterapia ed altri trattamenti oncologici non eseguibili mediante regime di ricovero in Day Hospital, con conseguenti gravi disagi fisici ed economici delle famiglie e sofferenze psicofisiche dei bambini stessi. L’AGOP lamenta, inoltre che per i bambini oncologici più piccoli, la migrazione verso centri di altre regioni è di regola, mentre per i ragazzi più grandi si ricorre spesso al ricovero presso il reparto di Oncologia adulti. Questo comporta che la sofferenza fisica viene amplificata della sofferenza psicologica dovuta al disagio che prova un adolescente in un ambiente improprio alla sua età. Il dialogo dei genitori dell’AGOP con i rappresentanti della ASL di Lecce è pressante, sebbene “qualche medico” recentemente consultato dalla stessa ASL, verosimilmente poco informato, abbia espresso delle perplessità sulla convenienza o meno di confermare a Lecce il Polo Oncologico Pediatrico considerato, a suo dire, il numero elevato di “casi” trattati. L’AGOP sostiene invece che la struttura nata a Lecce presso il Fazzi, con il sacrificio ed il contributo di tante famiglie oltre che di professionisti medici ed infermieri motivati, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per tutta l’area Ionico Salentina e per le altre province di Lecce, Brindisi, Taranto, in cui la richiesta di cure per malattie oncoematologiche pediatriche, purtroppo, è molto alta.

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