Ucciso non dalla pizza, ma dalla granita

In tre finiscono nei guai

Era allergico al lattosio, presente nella granita alla menta che gli fu servita malgrado avesse comunicato la sua intollerenza. Guai per la titolare della gelateria, per un'infermiera e un medico

Chiuse le indagini preliminari per la morte di Roberto Ianne, il 21enne giovane studente di Lettere e Filosofia originario di Carmiano, figlio di un noto ristoratore del comune Nord salentino. Non una pizza la causa del decesso. Mangiò una granita alla menta contenente derivati del latte e nella gelateria non erano esposti i cartellino con l'elenco degli ingredienti. Circostanze per il giovane fatali, alle quali si aggiunse una mancata somministrazione al pronto soccorso di cortisonici che avrebbero potuto attenuare l'insufficienza respiratoria, la crisi di bronco spasmo e lo shock anafilattico che ne seguì, il medico del 118 non riuscì ad iniettarglieli per via endovenosa. Ora sul registro degli indagati compaiono tre nomi con l’accusa di omicidio colposo: Anna Rita Tricarico, 42enne di Gallipoli, propietaria della gelateria, Paola Martina, di 27 infermiera professionale al pronto soccorso estivo di Torre Lapillo, e Anna Angela Calcagnile Tarantino, di 51 anni, medico dell’unità mobile del 118. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Fabrizio Ferilli, Antonio Romanello e Giuseppe Bonsegna.

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