Adozioni bimbi di Chernobyl. “Facciamo in fretta”

Il deputato presto incontrerà i Ministri Sacconi e Frattini

E' necessario accellerare l’iter di adozione dei bimbi di Chernobyl anche per le famiglie salentine. Ne è convinto Ugo Lisi, deputato del PdL. “Farò in modo – ha detto – che l'Esecutivo presenti un disegno di legge in materia di affido internazionale

Nonostante siano trascorsi più di 20 anni dalla tragedia dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina, che generò una nube radioattiva investendo principalmente il territorio bielorusso, ancora oggi, in queste zone, persistono effetti devastanti sotto il profilo sanitario con un continuo aumento, in particolare, di cancro alla tiroide, ai polmoni e al fegato. A seguito del disastro sociale ed economico verificatosi in Bielorussia, si è registrato un altissimo tasso di abbandono di minori presso istituti e orfanotrofi. Proprio per questo diverse associazioni e comuni del territorio salentino hanno organizzato, ogni estate, l’ospitalità di questi ragazzi (la maggior parte dei quali provenienti dalle zone limitrofe a Chernobyl), presso diverse famiglie. In virtù dello stretto legame creatosi con molti bambini, diverse famiglie del Salento hanno intrapreso l’iter di adozione internazionale secondo quanto disposto dalla Legge n. 446 del 1998. “Purtroppo – afferma Ugo Lisi, deputato del PdL – a partire dal 6 ottobre 2004, nonostante la sottoscrizione tra Italia e Bielorussia di due protocolli di collaborazione internazionale sulle adozioni, non si è giunti ad una soluzione positiva in merito se non in un numero molto limitato dei casi, con conseguenti ripercussioni emotive sui bambini che hanno identificato come figure genitoriali di riferimento quelle famiglie che li ospitano nei periodi di soggiorno. Sulla base dei legami consolidati – incalza l'onorevole – questi giovani avrebbero indubbi miglioramenti da periodi di soggiorno più lunghi nel Salento se fosse semplicemente applicata una deroga alla vigente normativa prolungando il soggiorno da 90 a 150 giorni. Il che garantirebbe a questi bambini un miglioramento psico-sanitario, semprechè inseriti in un’attività progettuale che non releghi il soggiorno a semplice attività ludico-ricreativa”. Lisi sottolinea, inoltre, come ad oggi siano molto poche le adozioni portate a termine e come la gran parte dei bimbi bielorussi viva in istituti di rieducazione o in orfanotrofi. “Per questi motivi mi sono immediatamente attivato perché il Governo (a breve incontrerò i Ministri Sacconi e Frattini), visti i consolidati rapporti di amicizia con il Governo Bielorusso, stanzi una serie di fondi che garantiscano il miglioramento della cooperazione tra i due Paesi, visto che, attualmente, questa viene svolta solo ed esclusivamente grazie ai contributi delle associazioni, degli enti e delle famiglie italiane e per fare altresì in modo che si migliorino le condizioni di vita di questi ragazzi e, inoltre, mi sto impegnando affinché l’Esecutivo presenti un Disegno di legge in materia di affido internazionale che se approvato in tempi brevi possa rappresentare per i bimbi della Bielorussia una possibile alternativa, assicurando loro l’inserimento in quelle famiglie italiane e salentine che da molti anni li ospitano e con le quali si sono realizzati solidi legami affettivi, in attesa che si concluda positivamente l’iter di adozione internazionale”.

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