Raid contro le auto: uno ha solo dieci anni

I tre minori sono stati bloccati mentre cercavano di effettuare un nuovo blitz

I vandali hanno dai 13 ai 10 anni. Sono stati avvistati da due volontari della chiesa di S. Giovanni attigua al garage. Per i minori solo un percorso educativo, ma i genitori dovranno pagare i danni

Il 22 gennaio scorso, nel parcheggio sotterraneo attiguo la chiesa di San Giovanni Battista, in via Novara, nella ex zona 167 di Lecce, con un raid vandalico una decina di macchine erano state ammaccate. Si è pensato ad una banda “specializzata” di pericolosi vandali. Invece i teppisti altro non erano che tre ragazzini dai 13 ai dieci anni, nemmeno imputabili quindi perché minori di 14 anni. Ieri mattina sono stati colti in flagrante, non percependo la forte risonanza che il primo raid aveva generato, una ventina di minuti prima delle 11, hanno ingenuamente tentato di ripetere il blitz. Il più agile ha scavalcato il muro di cinta, ed entrando, ha aperto la porta antincendio, garantendo così l’accesso agli amici. Ieri se la sono presa con due altre autovetture: un’Opel Vectra ed una Mercedes sono state entrambe danneggiate. Due volontari della chiesa, accortisi degli strani movimenti dei ragazzi, hanno chiamato il 112 e una pattuglia del nucleo radiomobile li ha bloccati proprio mentre uscivano dal garage. Condotti in caserma hanno confessato tutto. Solo una marachella secondo il loro punto di vista, per loro era solo un gioco, una monelleria della quale ridere, un modo per ammazzare la noia. Il mistero è stato svelato, ora rimangono i danni per migliaia di euro. Per i ragazzi la legge prevede la possibilità di un percorso educativo attraverso l’intervento degli assistenti sociali. I genitori dovranno risarcire i proprietari delle auto danneggiate.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!