Cchiù pila pè tutti

La campagna elettorale dei manifesti

I manifesti di Rifondazione comunista, a Casarano, riprendono gli slogan da campagna elettorale di Cetto La Qualunque, personaggio di Antonio Albanese

Provocatoria, sarcastica, dissacrante. La campagna elettorale si arricchisce di elementi che in genere vengono utilizzati con molta parsimonia. Sarà perché è ancora alle primissime battute, e quindi non c’è ancora l’astio che la caratterizza, fatto sta che una sfida a colpi di manifesti è diventata simpatica e godibile, grazie soprattutto all’ironia di Rifondazione Comunista. Il tutto ha inizio dall’iniziativa di un committente misterioso (qualcuno dice Ivan De Masi, possibile candidato-sindaco; altri parlano del Partito Democratico) che da alcune settimane occupa gli spazi dedicati con la campagna “Progettiamo insieme la nuova Casarano”, fatta di manifesti seriali che servirà a lanciare quello che sembra il programma elettorale con il coinvolgimento dei cittadini. Il committente ha cominciato con un manifesto di colore ocra dedicato ai nonni, invitandoli a dare il loro contributo di idee. Da alcuni giorni, in città sono comparsi manifesti di colore verde il cui messaggio è destinato ai bambini. “Cari bambini, che ne dite di un parco tutto per voi?”, si legge sul manifesto che si chiude con il solito slogan sul progetto condiviso. E’ probabile che la campagna di comunicazione continui per le prossime settimane e che si rivolgerà, cercando di coinvolgerli, ad altre categorie sociali della città. Ed è in questo momento che entra in scena il circolo cittadino “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista. Al misterioso firmatario della campagna pubblicitaria (che Prc sembra aver già individuato), l’altro giorno i comunisti casaranesi hanno risposto con un manifesto di colore rosso (naturalmente), con le stesse caratteristiche (formato, caratteri, design), e con questo messaggio ironico: “Cari cittadini, che ne dite di… cchiù pila pè tutti?”, dove il termine “pila”, nello slang salentino, sta per “soldi”. Non è un caso che Rifondazione Comunista abbia citato Cetto La Qualunque, il più dissacrante, soprattutto nei confronti dei politici di oggi, dei personaggi inventati dal grande Antonio Albanese. Il rischio reale per i protagonisti di questa storia è che gli elettori più distratti e meno informati (in maggioranza, purtroppo) si convincano che l’intera campagna pubblicitaria con i bei manifesti colorati e con quel messaggio diretto e chiaro sia stata commissionata da Rifondazione Comunista.

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