Forte sindacato in difficile crisi

C'è bisogno di una grande azione sociale che tuteli i più deboli

Sono i lavoratori la categoria più a rischio, quella che maggiormente andrebbe tutelata. In un momento di così forte crisi, i sindacati devono ritrovare grinta, motivazioni e stimoli

La gravissima situazione economica, venutasi a verificare in Italia, anche a causa di dinamiche internazionali alle quali non è dato sottrarsi, non può essere risolta senza una grande azione sociale che tuteli i soggetti più deboli che rischiano di essere, irrimediabilmente, i più penalizzati. È del tutto evidente che la categoria dei lavoratori, di tutti i settori e di tutti i comparti, appaia come la categoria più debole, la categoria che ha maggior bisogno di difese e di tutela. Un tempo, quando le organizzazioni sindacali facevano per davvero gli interessi dei lavoratori, questi si sentivano più tutelati, più difesi anche nelle difficili congiunture e nei complessi snodi economici che il nostro Paese ha vissuto. Oggi, i sindacati, al di là di qualche marcia simbolica fatta solo e soltanto per testimoniare la propria esistenza, non soltanto non si curano più dei lavoratori, ma vengono da questi percepiti, talvolta, come vera e propria controparte. Ciò che è avvenuto a Bari tra l’Assessore alla Formazione Professionale ed i lavoratori manifestanti, fa capire, poi, come la politica consideri i sindacati allorquando non sono immediata cinghia di trasmissione dei loro desiderata. L’auspico vivissimo di chi ha a cuore le sorti del Paese è che le forze sociali, in primis quelle sindacali, ritrovino la grinta e gli stimoli dei giorni gloriosi della rappresentanza, poiché mai come in questa fase, e mai come in tutte le fasi economicamente e socialmente difficili, occorre un punto di riferimento saldo per i lavoratori che li faccia sentire realmente difesi in congiunture dalla lunga e difficile declinazione. Il rischio è quello di un voler superare le rappresentanze, di non volerle riconoscere, di volerne fare a meno, di scegliere di farsi tutela da sé: tutte cose che mentre danno l’impressione di rendere i lavoratori più forti li isolano, invece, di fronte alla controparte e li rendono più deboli. La politica non è stata in grado di capire gli umori della gente comune e preferisce appassionarsi a vittorie elettorali striminzite, che dal Trentino all’Abruzzo, a prescindere da chi abbia vinto, hanno solo e soltanto dimostrato il peso dell’astensionismo, a testimonianza di un allontanamento quasi irreversibile dei cittadini nei confronti di chi li governa. I sindacati, non fosse altro che per vocazione sociale, hanno avuto le antenne sempre più ricettive rispetto ai partiti. Adesso è tempo che si risveglino, che dimostrino di voler e di saper difendere i lavoratori. La partita sociale in gioco è troppo alta perché si decida di non giocarla o, peggio ancora, di giocarla per perderla. Senza il loro filtro democratico, il rischio di manifestazioni spontaneisticamente troppo esuberanti, diventa un rischio concreto che è opportuno evitare che si concretizzi. Antonio Capone Presidente Associazione Culturale “Nova Apulia”

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