Allarme diossina? Produzioni Scarlino ok

Intervista ad Attilio Scarlino, presidente ed amministratore delegato del Salumificio Scarlino

Il servizio sanitario della Puglia e l'Asl di Lecce hanno revocato il fermo sui prodotti di importazione irlandese imposto in via cautelativa dai Nas al Salumificio Scarlino di Taurisano. L'emergenza diossina è dunque rientrata. Attilio Scarlino: “I nostri prodotti sono certificati”

Un ciclone ha travolto il settore agroalimentare europeo negli ultimi giorni. Alla base dell’allarme che si è diffuso sul consumo di carne suina di provenienza irlandese ci sarebbe l’uso, riscontrato presso il 10% degli allevamenti in Irlanda, di mangime contaminato. L’allarme ha riguardato tutta l’Europa, Italia compresa. Nel nostro Paese sono stati prontamente avviati controlli sulle partite di carne irlandese, per verificare la presenza della contaminazione. I vertici del Salumificio Scarlino di Taurisano, cui i carabinieri del Nas di Taranto avevano imposto un fermo cautelativo sulle importazioni dall’Irlanda, avevano da subito rassicurato sulla certificazione dei propri prodotti. Essa è stata verificata dal servizio sanitario della Puglia e dalla Asl che hanno successivamente revocato il provvedimento, assegnando il “disco verde” all’intera produzione. Ad Attilio Scarlino, presidente ed amministratore delegato del Salumificio Scarlino, abbiamo chiesto quali effetti la vicenda ha avuto sull’azienda. Presidente, il servizio sanitario della Puglia e l’Asl di Lecce hanno disposto la revoca totale dei provvedimenti di fermo cautelativo adottati il 9 e 10 dicembre scorsi dai carabinieri del Nas di Taranto su alcune partite di carne del vostro stabilimento. L’allarme è totalmente rientrato? “Per quanto ci riguarda sì. In virtù di una nota del Ministero della Salute del 12 dicembre, la nostra produzione è risultata totalmente estranea a qualunque provvedimento restrittivo”. L’allarme diossina è stato un ciclone che si è abbattuto anche sull’azienda Scarlino che ne è uscita indenne. E’ così o i danni sulle vendite, e sulla credibilità dell’azienda verso l’esterno, cominciavano a farsi sentire? “La velocità del Servizio Veterinario della Asl di Maglie, pronta ad intervenire per sbloccare la situazione la mattina del 12 dicembre, ha contenuto gli effetti negativi del fenomeno. La nostra procedura interna di tracciabilità ci ha, inoltre, permesso di essere particolarmente puntuali nell’informare tutti i nostri clienti sull’evolversi della situazione”. Qual è stata la reazione dell’azienda alla notizia di una possibile contaminazione del prodotto importato? “Per l’azienda è quasi un normale incidente di percorso, anche se la notizia, in virtù del particolare apprezzamento da parte del mercato di cui le carni irlandesi godevano, ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori”. Quali reazioni avete registrato da parte dei vostri clienti e dei vostri fornitori: attestati di stima o segnali di preoccupazione? “Complessivamente abbiamo registrato molta comprensione, visto che il Salumificio Scarlino era di fatto soltanto vittima dell’incidente. E questo, crediamo, l’abbiano capito in molti. Il Salumificio Scarlino, con i suoi 150 dipendenti, è l’unica azienda italiana del suo settore ad avere la certificazione sia dei processi produttivi sia dei singoli prodotti”. Mucca pazza ed aviaria sono problemi ormai buttati alle spalle. Quanto hanno pesato sulla vostra azienda? Avete temuto che la questione diossina assumesse le proporzioni di quegli allarmi passati? “Un’azienda che, come il Salumificio Scarlino, opera sul mercato da ormai quasi 40 anni, possiede una struttura organizzativa ed un’esperienza, ma soprattutto gode di tanta fiducia da parte del mercato che le consentono di reggere anche eventi delle proporzioni di quelli citati. Anche perché, purtroppo, siamo costretti a registrare con una certa ciclicità il verificarsi di questi episodi. Nel caso specifico del Salumificio Scarlino eravamo molto tranquilli sulla sicurezza dei nostri prodotti e perciò speravano in una risoluzione del problema in tempi brevissimi, come di fatto è avvenuto”. In quale situazione verte il mercato italiano, e soprattutto salentino, dell’agroalimentare in un periodo di crisi diffusa? “Secondo i dati Istat, il mercato italiano dell’agroalimentare segna il passo da qualche mese. A livello generale qualcuno parla di recessione e, pertanto, non c’è da stare particolarmente allegri visto la progressiva riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Non molto diversa è la situazione a livello salentino. Fortunatamente il wurstel è un prodotto che a scaffale ha un prezzo molto conveniente e, pertanto, nei momenti di difficoltà complessiva riesce a ritagliarsi spazi di crescita. Per questo il Salumificio Scarlino, anche per l’anno in corso, registrerà un aumento in quantità prodotta molto interessante”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment