Nell’area Filanto, la centrale Italgest

Obiettivo ricollocazione per 340 operai del Tac

La Provincia di Lecce ha decretato la non assoggettabilità a Via (valutazione di impatto ambientale) della centrale a biomasse Italgest. I lavori partiranno entro sei mesi. Nel recinto di proprietà del Gruppo Filanto

La centrale a biomasse di “Italgest Energia” sarà realizzata all’interno del recinto di proprietà del “Gruppo Filanto”, in un’area scoperta situata di fronte al lato sinistro del “Cisi-Puglia”. Il gruppo industriale fondato da Antonio Filograna metterà a disposizione di Italgest anche uno dei suoi capannoni per l’attivazione della produzione di pannelli fotovoltaici. Saranno i primi atti del processo di diversificazione degli investimenti della società di Filograna che hanno come obiettivo la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti in esubero dell’azienda. La principale attività, però, rimane la produzione di scarpe. “Il nostro core business rimane la produzione di calzature – chiarisce Antonio Filograna Sergio, presidente del CdA del gruppo –; noi crediamo ancora in questo settore e continueremo anche in futuro a crederci. La riconversione, quindi, non è dell’azienda, ma degli investimenti”. La precisazione è ufficiale e autorevole anche per dare tranquillità ai circa 600 lavoratori del “Gruppo Filanto”, allarmati dalle notizie di stampa. La diversificazione nel settore energetico dell’azienda di Filograna-Sergio era prevista dall’accordo firmato il 1° aprile scorso per la ricollocazione di 340 operai in esubero dal settore Tac. La centrale a ciclo combinato per la cogenerazione di energia elettrica (25 MWe) e calore (8 MWt) alimentata a biomassa denominata “Heliantos 2” sarà realizzata su un’area di circa 22.950 metri quadrati. Il 28 novembre scorso, il settore “Territorio e Ambiente” della Provincia di Lecce ha decretato, seppure con alcune prescrizioni, l’esclusione del relativo progetto dall’applicazione delle procedure di valutazione di impatto ambientale (Via), accorciando di molto i tempi per la sua realizzazione che, secondo le stime, dovrebbe cominciare entro sei mesi. L’impianto sarà costituito da due motori diesel a quattro tempi, che saranno alimentati con oli vegetali estratti da piante oleaginose (colza, girasole, ecc.) e consentirà la produzione di energia meccanica e termica.

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