Piccoli omicidi del cazzo

Il nuovo libro di Walter Spennato

Può essere un regalo di Natale fuori dal comune. Non il solito libro di sorrisi e buoni sentimenti, ma un libro ironico, cinico, divertente. E' in edicola l'ultimo lavoro di Walter Spennato

Piccoli omicidi del cazzo è il nuovo libro di Walter Spennato. 69 short stories di ordinaria quotidianità, tutte terminanti in omicidi dal movente “futile” (da qui il titolo): vicini di casa chiassosi, mogli infedeli, vigili urbani troppo attenti, arbitri inopportuni, e i classici intrusi domestici come venditori di aspirapolvere e testimoni di Geova. La morte come semplice conseguenza della vita, una vita però grottesca, una farsa, colta nel suo aspetto più irrazionale. Tutti i suoi personaggi sono martiri del suo nonsenso, in particolare le donne, vittime della sua monotonia, per la serie “ti ammazzo perché mi annoio” e un senso di tedio pregna anche l’omicidio. Questi personaggi se anche avvertono presagio di morte, in realtà si lasciano ammazzare, sono inconsistenti, irreali, assecondano la volontà del loro carnefice e non reagiscono. Questa loro morte assume quindi una doppia validità: salva il boia dal piattume e salva loro stessi da un’esistenza inutile. Più che di veri e propri omicidi, per certi aspetti si potrebbe parlare di suicidi: si lasciano assassinare, istigando con la loro insolenza il “povero” killer. Così la loro storia se fino a quel momento era stata anonima, diventa all’improvviso degna di essere raccontata, anche se si esaurisce in un massimo di due pungenti battute. La scrittura è acutamente essenziale, schietta, irriverente, così come gli intervalli iconografici di Laurina Paperina, una giovane fumettista. Come asserisce nella prefazione al volume Anna Mazzamauro: “Supponi di essere lui e ti sentirai libero”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!