Tangenti ed appalti. Terremoto a Ruffano

Indagati il sindaco ed altri dirigenti

Avvisi di garanzia a Nicola Fiorito, sindaco di Ruffano, e ad altri assessori e tecnici. L'inchiesta indaga sulla gestione poco chiara degli appalti

Dell’inchiesta si vociferava già da anni negli ambienti politici ma a era mai uscito allo scoperto. E’ giunta ieri, infatti, presso il Municipio di Ruffano l’avviso di conclusione delle indagini da parte del pubblico ministero Donatina Buffelli. Il fascicolo parla di tangenti sugli appalti della fognatura, sulle affissioni pubbliche e sull’affidamento dei servizi di manutenzione della strade e della segnaletica, ma anche di violazione delle normali procedure amministrative per raggiungere un preciso fine. Il principale indagato dell’inchiesta è Nicola Fiorito, 48 anni, sindaco di Ruffano; questi avrebbe intascato prima 86mila euro e poi quasi 67mila euro come tangenti per il completamento della fognatura a Ruffano e Torrepaduli; non solo: avrebbe ricevuto altro denaro (la cifra non è stata ben specificata) sui servizi di affissione, pubblicità e tasse di occupazione di suolo pubblico, intascando il 50% in nero dei proventi di tali servizi. Ma oltre al sindaco nel mirino della giustizia sono finiti Claudio D’Ippolito, 46 anni, di Racale, segretario generale del Comune; Antonio Cavallo, 41 anni, di Ruffano, assessore all’Urbanistica e dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale di Miggiano; Rocco Cavalera, 49 anni, di Ruffano, consigliere comunale; Pasquale Rizzo, 40 anni, di Ruffano, commercialista; Francesco Fauzzi, 56 anni, di Noci (Bari), costruttore; Antonio Mangia, 47 anni, di Maglie, architetto, consulente urbanistico dell’Ufficio Tecnico; Salvatore De Luca, 61 anni, di Ortelle, titolare dell’omonima impresa; Sergio Barriero, 45 anni, di Lequile, titolare della Seritril concessionaria dei servizi di pubblicità, affissione, e occupazione di suolo pubblico; Mario Mariano, 66 anni, dipendente dell’impresa di Barriero. L’inchiesta si suddivide in tre tronconi. Il primo riguarda gli abusi di ufficio ed i falsi commessi per consentire la costruzione del discount Lidl in un terreno destinato, dal piano di fabbricazione, a strade e parcheggi e verde pubblico. Il secondo riguarda la corruzione, turbativa d’asta e falso per l’affidamento dei servizi di gestione della segnaletica della manutenzione stradale e del controllo delle infrazioni. Il terzo riguarda le tangenti contestate a Fiorito sull’appalto della fognatura e sulle affissioni.

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