Donne d’amore estremo

Nuovo appuntamento con la rassegna poetica Scripta

L’incontro di oggi presso la biblioteca “Bernardini” di Lecce è con Marthia Carrozzo, che presenterà “Unghie, donne d’amore estremo: percorso per voce sola tra gli archetipi di un femminile che osa”

Prosegue con successo, presso la Biblioteca Provinciale “Bernardini” di Lecce (ex Collegio Argento), “Scripta: Rassegna di scritture, voci, espressioni”, rassegna poetica che vede coinvolti sette autori pugliesi che, per sette incontri, si avvicendano in un viaggio attraverso i nuovi modi di dire la parola poetica. L’appuntamento di oggi (ore 18) è con Marthia Carrozzo, che presenterà “Unghie, donne d’amore estremo: percorso per voce sola tra gli archetipi di un femminile che osa”. L’incontro rientra nel ciclo di appuntamenti di “Scripta”, che hanno come palcoscenico uno dei “contenitori” culturali che più danno lustro al territorio salentino: la biblioteca provinciale “Bernardini”. La rassegna cerca di porre una particolare attenzione su quelli che, in campo poetico, risultano, ad oggi, essere i nuovi indirizzi intrapresi dalla scrittura. Un percorso per autori che sta coinvolgendo alcune tra le voci più rappresentative del panorama contemporaneo della regione, in qualità di autori riconosciuti ed apprezzati in contesti autorevoli e rassegne nazionali, quali rappresentanti di un moto poetico che si caratterizza nella contemporaneità, dimostrando padronanza di linguaggio, estro e, non meno importante, un’assoluta riconoscibilità. Prossimi appuntamenti il 7 gennaio con Irene Leo e Antonio Natile con “Tic, di corpi ritrosi a ritroso”. Infine, Marthia Carrozzo e Margherita Macrì chiuderanno la rassegna il 14 gennaio con “Pelle alla pelle, dimore del corpo soltanto incanto per versi e per voci”. “Un percorso intimo e tutto aperto, da dentro a fuori, per ritornare. In scena, le donne d’amare estremo, di una corporeità tangibile, intrisa di sud, nei suoi colori più autentici e ben oltre ogni appartenenza geografica. Versi che dicono l’osare, la delicatezza, la forza e la dignità irrinunciabile che incarna gli archetipi autentici di una modalità altra di percepire il mondo, mangiarlo, lottarlo, spericolarlo, sporcandosi con esso fino ai sigilli ultimi di ogni parola spesa e arresa. Parola di donna e di poesia insieme, nel racconto che l’autrice apre sulla sua poetica e la sua scrittura, predisponendo spettatori e astanti alla condivisione; Parola del Tempo che sempre ritorna, di un agire che lacera e sgruma, che ri-dice una Storia diversa.” (Marthia Carrozzo).

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