Parco eolico. E’ guerra di carte bollate

Paura di danni ambientali. Casarano non ci sta

Il Comune di Ugento ha presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Lecce che ha bloccato il progetto per la realizzazione di un parco eolico nel territorio ricadente nei Comuni di Ugento, Casarano e Taurisano

La “guerra” a colpi di carte bollate tra il Comune di Ugento e il Comune di Casarano, a causa del grande parco eolico in progetto sulle Serre Salentine, si arricchisce di un secondo capitolo. L’ente territoriale diretto da Eugenio Ozza, committente del progetto, ha infatti presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Lecce dello scorso mese di maggio che ha di fatto stoppato il progetto, presentato dalla società “Erg Cesa Eolica spa”. Nei giorni scorsi, la giunta municipale, ravvisata “l’urgenza e la necessità”, ha deciso di costituirsi in giudizio e di resistere all’appello. Palazzo dei Domenicani, quindi, ha conferito incarico legale, “ai fini della salvaguardia delle ragioni, degli interessi e dei diritti del Comune di Casarano”, a Giuseppe Mormandi (lo stesso legale che ha lo ha difeso nel giudizio di primo grado), congiuntamente a Giulio Micioni del Foro di Roma. L’interesse del Comune di Casarano è prettamente di natura ambientale. La società “Erg Cesa Eolica spa” ha individuato la zona ideale sulla sommità delle Serre Salentine, nei pressi di contrada “Pisari” sulla statale per Taurisano, trovandosi praticamente a poca distanza dall’abitato di Casarano. Il progetto prevede una centrale formata da 21 aerogeneratori, alte 120 metri ciascuna, estesa su 400 ettari che, se dovesse realizzarsi, diventerebbe sicuramente la più grande del Salento. L’Amministrazione comunale si è mossa anche per la pressione di diversi cittadini casaranesi, in quanto i “giganti eolici” saranno installati proprio di fronte alla collina della Madonna della Campana, caratteristico luogo panoramico della città. L’impatto ambientale, quindi, è considerevole e gli stessi giudici amministrativi di primo grado avevano evidenziato che tratta l’intervento era “destinato ad incidere significativamente sul vissuto ambientale diretto di persone che risiedono anche a distanze considerevoli, e che vedono modificato, prevalentemente, il paesaggio naturale e culturale in cui sono abituati a vivere”. Da rilevare, tra l’altro, che il Comune di Casarano non è l’unico ricorrente contro il mega-parco. I ricorsi contro la delibera del Consiglio Comunale di Ugento del 17 marzo 2007 (n. 11/07) sono tre. Gli altri due sono stati proposti da semplici cittadini: dai proprietari dei terreni dove dovrà sorgere l’impianto e un gruppo di cittadini di Ugento che si sono opposti all’atto amministrativo del loro paese per motivi ambientali.

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