Novembre. Ritornano alla ribalta i problemi del cimitero

Sempre segnalati e mai risolti. I cittadini li elencano su internet

Viali in terra battuta che si allagano in seguito a piogge, passaggi pedonali angusti, impianto idrico insufficiente ed impianto elettrico pericoloso. Non solo: una donna lamenta una zona di serie A ed una di serie B. Questo è, nelle parole della gente, il cimitero di Casarano

Sconcerto da parte di numerosi cittadini per le precarie condizioni del cimitero comunale. Viali in terra battuta ed allagati dopo uno scroscio di pioggia; passaggi pedonali inesistenti tra i sepolcri orizzontali; impianto idrico insufficiente; parte ovest e zona delle cappelle private senza asfalto e senza decoro; fili elettrici scoperti. Sono questi i principali problemi che lamentano i cittadini e che puntualmente vengono ricordati nel mese di novembre, tradizionale periodo di commemorazione dei defunti. Nonostante alcuni di questi problemi siano annosi, l’amministrazione comunale non ha ancora trovato una soluzione. Le ultime segnalazioni sono giunte sul sito internet “Tuttocasarano”. “Dopo ogni pioggia – scrive Lino Schiavano – si forma una vera e propria latrina, con il serio pericolo di scivolare, dato che i vialetti sono fatti in terra battuta. Capita spesso che dopo esser stati al cimitero a fare visita ai propri cari defunti, tornandosene a casa ci si debba lavare le scarpe completamente sporche di fanghiglia. L'unico rimedio per non inzupparsi – conclude amaramente il cittadino – sarebbe quello di passare sopra le lapidi, che, a mio giudizio e credo per molta gente rispettosa, sarebbe un'offesa al defunto”. Un altro problema, più volte segnalato e mai risolto, riguarda la zona ovest del cimitero (quella a ridosso del muro di cinta posteriore). Per arrivare in questo settore del cimitero bisogna passare attraverso una zona sterrata, fatta da continui dislivelli, tra mucchi di materiale di risulta. I parenti dei defunti di questo settore si sono sempre considerati di “serie B” (così si espresse, tempo fa, una signora che ogni giorno visita la tomba del figlio). “Entrando nel cimitero, da sinistra, subito dopo l’ossario – segnala Eugenio Memmi – trovano dimora per terra numerose lapidi, a parte una zona, che io chiamo la 167 di quel settore, dove fra una fila e l’altra di tombe non c’è nemmeno lo spazio per passare, bisogna appoggiarsi alle lapidi per non cadere. A parte questo – aggiunge il curatore del sito – vi sono tantissime tombe che ricevono la corrente elettrica tramite dei fili pendenti, alcuni scoperti, dove qualcuno potrebbe prendere la corrente, senza alcuna protezione”.

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