Sabato chiusi. Acas protesta

L'associazione di commercianti contro l'Amministrazione

L'Acas, associazione di commercianti di Casarano, si scaglia contro l'Amministrazione comunale per il provvedimento che, sabato scorso, ha costretto alla chiusura pomeridiana le attività commerciali. Da Palazzo dei Domenicani rispondono che la decisione è stata presa di concerto con i commercianti

La chiusura forzata dei negozi di sabato scorso, disposta da un’ordinanza dell’Ufficio commercio di Palazzo dei Domenicani, ha generato un’aspra polemica tra l’Acas, la più potente associazione dei commercianti della città, e la stessa Amministrazione comunale. L’Acas, infatti, esprime il suo “forte disappunto” per il provvedimento e lancia gravi addebiti nei confronti dell’ufficio, accusandolo di aver falsato l’atto amministrativo, accuse che vengono respinte al mittente. Ieri, intanto, l’incontro che doveva chiarire i fatti, richiesto dall’associazione presieduta da Antonio Fabbiano con il sindaco, Remigio Venuti, e con l’assessore competente in materia, Rocco Rizzello, non ha avuto luogo. La dura nota dell’Acas ritiene “falso” quanto riportato nell’ordinanza sulla chiusura pomeridiana del 1° novembre, dove si legge che la decisione “è stata presa sentendo preventivamente il parere degli operatori del settore e dell’Associazione commercianti”. “Nessuna richiesta di parere preventivo è giunta alla nostra associazione – si legge nella nota –e, per quanto ne sappiamo, nessun parere è stato chiesto a singoli operatori (tranne forse, come al solito, a qualche direttore di iper presente in città). Anzi, gradiremmo sapere quale operatore è stato sentito e perché proprio quello e non altro”. L’Acas, inoltre, non riesce a comprendere il merito della scelta operata dall’Amministrazione comunale. “A Casarano i negozi erano forzatamente chiusi mentre in tutta la Provincia – fa notare l’associazione – e non solo nei grandi centri, questo non accadeva con un sicuro danno economico alle nostre imprese ed all’immagine della nostra città”. Per l’Acas l’episodio rappresenta “un brutto ritorno al passato che non ci piace anche perché interrompe un dialogo avviato con i nostri amministratori sin dal dicembre del 2006 data di costituzione della nostra associazione”. Malgrado la crisi economica, il terziario è da sempre uno dei settori trainanti dell’economia cittadina con la presenza di circa 600 imprese operanti ed un migliaio di occupati. “Per questo – concludono i commercianti –chiediamo maggiore rispetto e considerazione insieme a provvedimenti che non penalizzino lo sviluppo economico di Casarano”. C’è da registrare, intanto, che sabato sera, in segno di protesta, diversi negozi sono rimasti aperti, ma non pochi sono stati i disagi per i clienti così come i momenti di tensione per l’intervento degli agenti di Polizia Municipale chiamati a far rispettare l’ordinanza. La protesta dei negozianti contro il provvedimento era partita da “Costa Boutique”, una delle attività commerciali più note della città, annunciando con un’inserzione pubblicitaria sui quotidiani che non avrebbe rispettato l’imposizione. // Il Comune risponde Si tinge di giallo il caso della chiusura forzata dei negozi di sabato scorso. L’Acas, l’associazione dei commercianti, sostiene di non essere stata interpellata dall’ufficio commercio sull’argomento (accusandolo di falsità), ma Palazzo dei Domenicani afferma l’esatto contrario. “Il dirigente dell’ufficio commercio – racconta il sindaco, Remigio Venuti – ha chiesto, in via informale, al dottor Fabbiano un parere su questo argomento e il presidente dei commercianti ha risposto che, fosse per lui, avrebbe imposto la chiusura per tutta la giornata di Ognissanti. Quindi, non è vero che non si siano sentiti, ma è vero l’esatto contrario. Diciamo che è intervenuto solo quando ha visto la protesta dei commercianti”. Il sindaco, inoltre, ricorda agli operatori di categoria quello che successe nel dicembre 2007. “L’anno scorso, si presentò una situazione simile – ricorda – la festa dell’Immacolata giunse di sabato e in quell’occasione decidemmo l’apertura per tutta la giornata. Ci fu una sorta di sollevazione da parte dei commercianti perché volevano rimanere chiusi”. Venuti, tuttavia, non sembra voler chiudere con l’Acas. “Il concetto che vorrei chiarire è questo – conclude il sindaco – l’Acas e i commercianti dovrebbero farci pervenire preventivamente e per iscritto il loro punto di vista; ci dicano il loro orientamento sulle questioni che li riguardano, e noi ne terremo conto. Come abbiamo sempre fatto”.

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