Sette anni alla mamma che ha ucciso

Ieri la sentenza

Con lo sconto previsto dal rito abbreviato la condanna è stata ridotta da 15 anni a sette anni e 20 giorni. La donna, una 33enne di Casarano, uccise la maestra di doposcuola del figlio e tentò di uccidere il marito di lei che abusò del piccolo

Ha agito perché provocata. E’ stata spinta ad uccidere dall’aver saputo che un uomo di 80 anni aveva abusato ripetutamente del figlioletto di lei, un bambino di sei anni, che a casa dell’uomo e di sua moglie si recava a doposcuola. Così, dopo aver scoperto la verità su quella coppia di anziani che le sembrava tanto affidabile non ci ha visto più. E confusa ed in preda ai sensi di colpa per non aver compreso prima il disagio del piccolo, si è recata lì, in quella casa di Parabita, ed ha ucciso. Ha ucciso, confusa da quasi una intera bottiglia di whisky, Jole Provenzano, 76 anni, la maestra. Ed ha tentato di uccidere anche il marito di lei, Luigi Compagnone, che le aveva detto, in tono provocatorio, in dialetto, “ma li piacìa, li piacìa”. Con lo sconto previsto dal rito abbreviato (i fatti risalgono allo scorso 5 novembre) la condanna per la 33enne di Casarano è stata ridotta a sette anni e 20 giorni (la pm Maria Consolata Moschettini aveva chiesto 15 anni di carcere). I suoi legali avevano chiesto una sentenza di proscioglimento invocando l’incapacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio e del tentato omicidio. In subordine di prendere in considerazione le attenuanti della provocazione e della valenza morale e sociale. Il gup Nicola Lariccia ha considerato solo la prima ed ha condannato la donna all’interdizione dagli uffici pubblici. Si tornerà a parlare nuovamente di questa storia, nel processo che vede Compagnone imputato di violenza sessuale.

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