Manca la sabbia? “Lecce la prenda da Brindisi”

La decisione del Consiglio di Stato

Il ripascimento del litorale leccese non sarà più al centro di polemiche. Nelle scorse ore, il Consiglio di Stato ha anato il procedimento con cui il Tar aveva vietato il prelievo della sabbia dal territorio marino brindisino

“Siamo soddisfatti per la decisione del Consiglio di Stato, che riconosce le nostre ragioni e la bontà della nostra azione amministrativa, in questo caso indirizzata alla gestione di una emergenza ed esemplificativa della sapienza gestionale e programmatoria già dimostrata in altre occasioni”. Questo il commento di Paolo Perrone, sindaco di Lecce, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che ha anato la sospensiva (richiesta dalla Provincia di Brindisi e concessa dal Tar) all’autorizzazione della Regione Puglia al prelievo della sabbia dal territorio marino brindisino da parte del capoluogo salentino per i progetti relativi ad “opere di difesa costiera” (costruzione di “pennelli” e ripascimento della costa) finanziati con fondi Por (Misura 1.3). “Malgrado tutto questo – spiega il primo cittadino – paghiamo gli atteggiamenti propagandistici di qualcuno come il presidente della Provincia di Brindisi, che ha eretto inutili barricate sul nostro percorso. Dal momento che non ha alcun senso opporsi ad un prelievo di sabbia che avviene a quasi un chilometro dalla costa, ad una profondità di 30 metri e per uno spessore di 20 cm, peraltro da una cava di fondale dal quale si potrebbe prelevare sabbia utile anche per il ripascimento del litorale brindisino. Per quali rischi si è rivelato strenuo tutore? Un prelievo di consistenza tale – spiega Perrone – da non consentirci nemmeno di completare l’intervento di ripascimento delle nostre spiagge e che non comporta alcuna conseguenza per l’ambiente marino brindisino. Errico, inoltre, ha gettato alle ortiche tutti i buoni propositi in tema di concertazione e collaborazione tra Istituzioni e tra territori. Abbiamo perso tutti, grazie a lui, una grossa occasione per far vedere di essere capaci di raccordarci istituzionalmente e lavorare in un’unica direzione per il bene del territorio, in una fase in cui proprio la concorrenza tra i territori è la chiave dello sviluppo. Resta il dato di fatto del danno per il Comune di Lecce, per il Salento e per gli operatori del settore turistico, primi beneficiari dei progetti in questione. Chi li ripagherà dei danni subiti? Siamo consapevoli a questo punto del rischio concreto di perdere i finanziamenti, ma pretenderemo dalla Regione un ampliamento dei termini per le procedure”.

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