PON(ti) d’oro

Una valanga di milioni. Entro il 2013 le scuole potranno spenderne 1.593

I fondi a disposizione delle scuole sono stati quasi raddoppiati nella programmazione 2007-2013. Tutto sta a spenderli bene. Santina Liturri, Regione Puglia: “Molte scuole hanno incontrato difficoltà a trasferire nelle attività curriculari quanto realizzato nei progetti europei”

di Valentina Chittano Dici Pon e potresti dire Pon-te. L’azione dei Programmi operativi nazionali si pone infatti l’ambizioso fine di creare per il Mezzogiorno quel sostegno che serve ad accorciare le distanze con il resto d’Italia. Un Pon-te che sostenga le debolezze di Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna. All’interno delle sette linee di intervento a valenza nazionale da attuare attraverso Pon, spunta “La scuola per lo sviluppo”, un programma previsto dal Quadro comunitario di sostegno (Qcs) e che si avvale del Fondo sociale europeo (Fse) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Considerando l’istruzione quale servizio pubblico influente sulle potenzialità di sviluppo di un territorio, il Quadro strategico nazionale mira a garantire determinati standard di qualità e definisce obiettivi di servizio per ridurre la percentuale di giovani (classe d’età 18-24) con titolo di studio inferiore al diploma di scuola secondaria superiore e di studenti quindicenni con basse competenze. (continua in edicola sul Tacco d'Italia di ottobre)

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