Minacce a don Stefano Rocca. Zazzera: “Il ministro che fa”?

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01139 presentata da PIERFELICE ZAZZERA giovedì 25 settembre 2008, seduta n.055 ZAZZERA. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che: la notte tra il 14 ed il 15 giugno ad Ugento (Lecce) è stato assassinato il consigliere provinciale e comunale dell’Italia dei Valori Giuseppe Basile nei pressi della sua abitazione; l’omicidio particolarmente efferato era stato preannunciato da diverse minacce dirette al consigliere, noto per la determinazione nel salvaguardare i diritti dei cittadini e dell’ambiente; Basile si è distinto per la costante attività di opposizione all’abusivismo e in difesa del territorio, e poco prima della tragedia risulta «sia riuscito a bloccare il tentativo di sbancamento avviato in una zona ad alto interesse paesaggistico nei pressi del convento della Madonna del Casale» (Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 16 giugno 2008); sempre dalla stampa appare chiaro che le continue denunce politiche di Basile possano aver «dato fastidio a qualcuno» e sebbene le cause del delitto non siano ancora state chiarite, il sospetto è che possa trattarsi di «un sofisticato assassinio mafioso mascherato da omicidio rurale» (Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 16 giugno 2008), del resto un «intricato affare politico-amministrativo» non sarebbe fatto nuovo nella provincia di Lecce; il parroco di Ugento Don Stefano Rocca in più occasioni anche attraverso la stampa ha chiesto verità giustizia sull’omicidio Basile e ha denunciato una cappa di omertà nel paese; ad agosto nel corso della manifestazione nota come «Notte della Taranta» a Melpignano veniva rimosso dalle forze di polizia uno striscione in ricordo di Basile, cosa che si ripeteva alcune settimane dopo presso il comune di Ugento in occasione della visita del Prefetto, dottor Mario Tafaro. Anche in questa occasione il parroco Don Stefano Rocca ha fatto sentire la sua voce per l’ingiustificata rimozione di striscioni in ricordo di Basile; dopo questi episodi il 10 settembre 2008 la stampa riportava la notizia di due lettere anonime, di cui una a sfondo minatorio, recapitate al parroco di Ugento, Don Stefano Rocca, ed in un garage abbandonato diversi volantini contenenti messaggi analoghi; nella lettera veniva scritto «smettila di fare il protagonista, smettila di fare il politico leader, smettila di fare il sindaco ombra, pensa a fare il parroco e alla formazione dei giovani», nel volantino raffigurante l’immagine della Madonna compariva la scritta «Don Stefano, conza mbrelli, ca è meiu» (Don Stefano, ripara gli ombrelli, che è meglio); all’interrogante risulta che il 17 settembre, intorno alle ore 18.00, presso gli uffici della Questura di Lecce sarebbe giunta una telefonata al 113 contenente una espressa minaccia di morte, testualmente: «stasira ccitimu don stefano quidhu ca cunta mutu» (questa sera uccidiamo Don Stefano quello che parla troppo) -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei gravi fatti descritti in premessa e se sì, quali provvedimenti urgenti intenda assumere al fine di impedire il ripetersi di fenomeni criminosi in provincia di Lecce.(4-01139)

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