PdL di Nardò: le scorie? balle nucleari

Il comunicato in risposta alle dichiarazioni rilasciate dalla Sen. Manieri

L’allarmismo non è nuovo alla politica del centrosinistra ed è consequenziale ad una consolidata tradizione del “NO!”, che va dalla TAV, al Ponte di Messina, all’Alitalia, allo stesso nucleare

Il Popolo Della Libertà (AN e FI) di Nardò, preso atto delle dichiarazioni rilasciate dalla Sen. Manieri e dalla verde on. Francescato, relative alla paventata individuazione in agro di Nardò di un deposito di scorie nucleari, evidenzia l’incongruità dell’assunto poiché: 1. non è noto, al momento, alcun documento autorevole o impegno dell’attuale Governo che registri una situazione del genere o ne individui un orientamento; 2. le dichiarazioni espresse, frutto di inedita ed estrema sensibilità, esplicitate solo per prevenire ipotesi futuribili, sembrano più che altro avere lo scopo di creare allarmismi tra i cittadini e screditare, subdolamente, l’attuale maggioranza governativa; 3. l’allarmismo non è nuovo alla politica del centrosinistra ed è consequenziale ad una consolidata tradizione del “NO!”, che va dalla TAV, al Ponte di Messina, all’Alitalia, allo stesso nucleare, ecc. ecc. e che ha portato al risultato di un blocco totale del Paese e dell’economia, proprio a causa di ampie frange del PD, di PRC e dei Verdi; queste formazioni politiche sono sempre pronte ad alimentare un ambientalismo populista, per poi causare tragedie ambientali frutto del proprio disimpegno dalle responsabilità di governo, come avvenuto, ad esempio, in Campania; 4. in recenti dichiarazioni l'assessore regionale Losappio, ha chiarito che è compito della Commissione nazionale degli Assessori regionali all'Ambiente individuare il sito per la realizzazione di un deposito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Solo per incapacità di tale commissione, il Governo potrebbe arrogare a se il dovere di scelta, imposto dall'Europa. Per queste ragioni l’interrogazione unitaria della minoranza ha lo scopo di far venire alla luce la fonte di quella che, ad oggi, sembra proprio una “bufala”; scoprire così la datazione di documenti, se ve ne sono, ed eventualmente individuare persone pronte a strumentalizzare tale evenienza per fini politico–amministrativi e, con ciò, effettuare un ritorno di fiamma sull’eolico ormai decotto.

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