[in ritardo] Memorie di una gheisha

Una bella storia femminile raccontata così così.

La piccola Chiyo, a soli 9 anni è venduta ad una scuola per geishe di Kyoto. Qui viene istruita sui riti, le danze, la musica, la cerimonia del tè e l'abbigliamento adatto. Costretta a subire vessazioni e umiliazioni dopo un tentativo di fuga viene retrocessa a serva. A salvarla provvederà Mameha, geisha esperta e generosa, che la prende sotto la sua protezione. Grazie a lei, la ragazza diverrà geisha e col nome di Sayuri, sarà la preferita degli uomini più facoltosi della città… Una bella storia, molto femminile. La storia di una domestica che diventa geisha, una ragazza con gli occhi di acqua, in un Giappone in bilico tra tradizione e modernità, negli anni tra le due guerre. Però il film rimane soffocato dal manierismo della confezione, una mis en scène perfettina, fredda e fin troppo patinata che leva forza al racconto. Ed è un peccato perché le protagoniste sono tutte brave e capaci di un'intensità notevole e nonostante questo troppo spesso sono solo figure bidimensionali che si muovono sulla scena, tra tessuti e paraventi. Perché questo è un film finto orientale. È un oriente filtrato dagli occhi di Hollywood. Dalla regia di Rob Marshall alle musiche di John Williams. Il finale, con il lieto fine forzato, delude, ma risulta coerente con lo spirito della confezione.

[Memorie di una geisha (Memoirs of a Geisha, Usa 2005) Di Rob Marshall. Con Zhang Ziyi, Ken Watanabe, Kôji Yakusho, Michelle Yeoh, Kaori Momoi, Youki Kudoh, Gong Li, Kenneth Tsang.]

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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