Sui banchi di scuola il primo ottobre

La proposta di Vincenzo Barba

Secondo Vincenzo Barba, deputato del PdL, posticipare la data di inizio delle lezioni al primo ottobre potrebbe aiutare l’economia pugliese e salentina

Le tante difficoltà logistiche e organizzative che hanno accompagnato l’inizio dell’anno scolastico ci fanno comprendere che il nostro territorio non è attrezzato per dare inizio alle attività formative sin dai primi giorni di settembre. Così la querelle circa l’inizio dell’anno scolastico, anche nella nostra regione, in un periodo in cui le condizioni climatiche e le prospettive economiche consiglierebbero di dedicarsi più e meglio ad attività di carattere turistico, diventa quanto mai pertinente. Come ben si sa, il regolamento sull’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche consente agli organi direttivi di ogni istituto di anticipare l’inizio delle lezioni rispetto alla data fissata dalle competenti istituzioni regionali, permettendo, in questo modo, l’istituzionalizzazione di ponti festivi e l’apertura di finestre vacanziere nel corso dell’anno. In linea di principio, ciò serve a garantire che gli allievi svolgano il necessario numero di ore di formazione per il completamento dei programmi scolastici, in un ottica di giusta alternanza tra momenti di studio e pause di ristoro e ritempramento. In pratica, si vengono a creare, poi, situazioni al limite, tali per cui, pur di garantire la settimana bianca in inverno (che non sappiamo quante famiglie siano in condizione di potersi permettere…), si giunge a far coincidere l’inizio delle lezioni addirittura con la fine di agosto. A dire il vero, è la solita storia della coperta troppo lunga, o troppo corta, a seconda della parte dalla quale la si afferra. Cosa è meglio in assoluto: far iniziare presto i percorsi formativi e poi consentire molteplici stacchi rigeneranti nel corso dell’anno, oppure tirare con l’inizio delle lezioni al primo di ottobre e ridurre drasticamente ponti e vacanze invernali? Certo è che, da un punto di vista oggettivo che tenga conto delle esigenze del nostro territorio, se è vero come è vero che vogliamo puntare sul turismo come volano dello sviluppo e della promozione del Salento, non possiamo nasconderci che un allungamento del periodo delle vacanze estive consentirebbe un maggiore dinamismo al servizio di questo comparto fondamentale per la nostra economia. Per questo mi farò portavoce presso Maria Stella Gelmini, ministoa dell’Istruzione, persona della quale conosco personalmente la sensibilità istituzionale e la capacità di ascolto delle proposte a lei rivolte, di un’iniziativa volta a caldeggiare fortemente presso le regioni del Meridione d’Italia, l’inizio delle lezioni al primo di ottobre al fine di non interrompere il continuum turistico che le condizioni climatiche ci consentono di spalmare anche sul mese di settembre con benefiche ricadute sull’economia e sulla socialità. Gli equilibri tra le varie istituzioni chiamate in causa dalla vicenda, sono assai delicati, ma sono certo che una comune sinergia potrebbe risolvere alla radice eventuali defaillance organizzative che non sono nella volontà di chi le pone in essere, ma che sono soltanto il portato di visioni parziali della società in cui viviamo e che avrebbero bisogno di una migliore e più armonica interdipendenza allo stesso modo in cui la parte necessita del tutto e il tutto necessita della parte.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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