Equità e diritto di cura ai pugliesi

Al management Asl la responsabilità di organizzare i servizi e ottimizzare le risorse

Secondo Dario Stefàno, presidente della Commissione regionale Sviluppo economico, il Piano regionale della Salute è un atto di programmazione serio che risponde alle esigenze degli utenti

di Dario Stefàno* Piano regionale della Salute: non un “piano dell’illusione” ma un atto di programmazione serio e di indubbio spessore che pone al centro il cittadino e la sua domanda di salute. Un documento programmatorio che, sulla stregua delle analisi delle singole territorialità, pone le condizioni per pianificare gli interventi che nei prossimi anni potranno garantire con efficacia, equità e facilità d’accesso, il diritto alla salute e di cura a tutti i pugliesi. Il Piano nasce dalla volontà politica di ribaltare l’approccio avuto sinora, ed è questo il vero elemento di novità: non più servizi sanitari legati all’offerta della Sanità, ma una nuova filosofia sanitaria che parte, al contrario, dalla domanda di salute che viene dai territori, dai pugliesi, dalle donne, dalle famiglie. Una domanda che si presenta con le sue diversità da territorio a territorio, ciascuno caratterizzato da necessità,criticità, emergenze e dunque bisogni differenti. Nell’accogliere tale domanda di salute si è ritenuto fondamentale abbandonare la logica ospedalocentrica del precedente Piano, per inaugurare una nuova impostazione tesa a portare i servizi alla periferia, quindi nei distretti, a potenziare la diagnostica, a curare a domicilio i pazienti e a realizzare le RSA, le RSSA, che rappresentano un anello di congiunzione importante tra domicilio e ospedale. Ridurre i ricoveri e le giornate di degenza consentirà di tenere sotto controllo la spesa e, nel contempo, di decongestionare l’attività ospedaliera con conseguente miglioramento della qualità delle prestazioni. Altro aspetto strategico quello delle responsabilità e della governance: mentre il Piano si propone di programmare interventi e obiettivi di efficienza nel medio-lungo termine, il governo clinico si impegna a fornire una buona prestazione ed il management territoriale a gestire i livelli della programmazione. Non parliamo più, dunque, di Piano di riordino ospedaliero, poiché viene responsabilmente attribuita ai direttori generali delle Asl l’organizzazione dei servizi, dovendo realizzare sulla base delle linee e dei parametri di domanda tracciati dal Piano, un’offerta sanitaria attestata su moderni ed elevati standard qualitativi, assumendosi la responsabilità di mettere a regime e di ottimizzare le risorse. *presidente Commissione Sviluppo economico Regione Puglia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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